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Sabato, 29 Gennaio 2022
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La risposta Ue alla Cina: 300 miliardi per costruire infrastrutture in Africa e Balcani

La "Via della Seta" europea punterà su progetti per cavi in fibra ottica, corridoi per i trasporti puliti, reti digitali e energia

La risposta europea alla Nuova via della seta cinese si chiama Global gateway e potrà contare su 300 miliardi di euro di investimenti in infrastrutture nei prossimi cinque anni da costruire in giro per il globo, dall'Africa ai Balcani, passando dalla Turchia. Presentata dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, la strategia Ue per contenere l’avanzata di Pechino è incentrata sull’azione comune tra Bruxelles, gli Stati membri, le istituzioni finanziarie e le aziende private. La Global gateway, ha detto la presidente von der Leyen, sarà “la roadmap dell'Unione europea per un investimento globale nelle infrastrutture sostenibili per dimostrare che un approccio condotto dai valori democratici può affrontare questa sfida globale”.

La rivalità con Pechino

“Possiamo colmare il divario con la Cina”, ha auspicato la presidente riferendosi al vantaggio degli asiatici sugli investimenti nelle infrastrutture globali. La Global gateway, si legge nel documento Ue, sarà un investimento nella stabilità e nella cooperazione internazionali. Nello specifico, l’Ue offrirà i suoi finanziamenti a condizioni eque e favorevoli al fine di limitare i rischi economici collegati alla costruzione di grandi opere. “Vogliamo offrire vantaggi reciproci attraverso infrastrutture di qualità, basate sui nostri valori e principi”, si precisa nel documento Ue. La strategia si concentrerà sulle infrastrutture fisiche, dai cavi in fibra ottica ai corridoi per i trasporti puliti, alle linee di trasmissione energetica verdi, ma anche sul rafforzamento delle reti digitali, dei trasporti e dell’energia.

I finanziamenti

La strategia si basa sui nuovi strumenti finanziari introdotti con l’ultimo bilancio Ue, come lo Strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale - Europa globale (Ndici), lo Strumento di assistenza pre-adesione, nonché Interreg, InvestEu e il programma di ricerca e innovazione dell’Ue Orizzonte Europa. Tutti questi strumenti consentiranno all'Ue di mobilitare investimenti pubblici e privati in settori prioritari. In particolare, il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile Plus, il braccio finanziario dello strumento Ndici, metterà a disposizione fino a 135 miliardi di euro per investimenti garantiti destinati a progetti infrastrutturali tra il 2021 e il 2027. Fino a 18 miliardi di euro saranno messi a disposizione in forma di sovvenzioni provenienti dal bilancio dell’Ue, mentre le istituzioni finanziarie europee e le istituzioni per il finanziamento dello sviluppo hanno pianificato fino a 145 miliardi di euro in volumi di investimenti.

Verso un credito all'esportazione

L'Ue sta inoltre valutando la possibilità di istituire uno strumento europeo per il credito all'esportazione al fine di integrare gli attuali accordi di credito all'export a livello di Stati membri e di aumentare la potenza di fuoco complessiva dell'Ue in questo settore. Lo strumento - si legge in una nota - contribuirebbe a garantire una maggiore parità di condizioni per le imprese dell'Ue nei mercati dei Paesi terzi, dove si trovano sempre più a dover competere con concorrenti di Paesi terzi che ricevono ingenti sostegni da parte dei loro governi, facilitando in tal modo la partecipazione delle imprese Ue a progetti infrastrutturali.

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