Venerdì, 22 Ottobre 2021
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“Rischi per la sicurezza”: ora la polizia britannica teme una Brexit senza accordo con l'Ue

In un documento riservato reso noto dal Guardian, i vertici delle forze dell'ordine del Regno Unito sollecitano il segretario di Stato agli Affari interni di redigere immediatamente dei piani di emergenza

Il rischio di una Brexit senza accordo tra Regno Unito e Unione europea è sempre meno un'eventualità remota. E mentre Bruxelles e Londra si rinfacciano a vicenda le colpe per i passi lenti verso un'intesa, i vertici delle forze dell'ordine britanniche lanciano l'allarme: senza accordo, potrebbero esserci gravi rischi per la sicurezza pubblica del Paese. 

E' quanto emerge da un documento riservato inviato dai capi della polizia di Sua Maestà al segretario di Stato agli Affari interni Sajid Javid e che il quotidiano Guardian ha reso noto. Secondo quanto riporta il Guardian, i vertici della polizia sollecitano Javid a redigere immediatamente piani di emergenza, perché una Brexit senza accordo rischia di comportare “una significativa perdita di capacità operativa” da parte delle forze dell'ordine, perché agenti e investigatori non avrebbero più accesso alle banche dati transfrontaliere in tema di sicurezza. 

L'importanza della cooperazione Ue sulla sicurezza

La lettera è della Association of Police and Crime Commissioners (APCC), che ha raccolto anche i pareri dell'Agenzia nazionale per la criminalità e del Consiglio nazionale dei capi della polizia. Secondo l'APCC, la polizia britannica usa regolarmente 32 diverse misure di applicazione della legge e di sicurezza nazionale che dipendono dall'appartenenza all'Ue.

Tra questi, l'arresto europeo (con cui sono stati effettuati 1.735 arresti nel Regno Unito l'anno scorso e oltre 10.000 persone estradizione dal 2004) e il Sistema d'informazione Schengen (SiS), un vasto database utilizzato dalla polizia per cercare sospetti terroristi, persone disperse e per controllare le registrazioni dei veicoli e i dettagli del passaporto. Il SiS è stato controllato 539 milioni di volte dagli agenti britannici solo nel 2017. I tribunali britannici dipendono inoltre dal sistema europeo di informazione sui casellari giudiziari per conoscere le fedina penale dei criminali stranieri.

I timori per la sicurezza pubblica

“Questi strumenti, misure, iniziative e capacità condivisi – si legge nella lettera - sono stati sviluppati negli ultimi 40 anni di cooperazione in tutta l'Ue e hanno salvato molte vite. Dobbiamo trovare i modi per proteggere queste capacità reciprocamente importanti quando il Regno Unito lascerà l'Ue per garantire la sicurezza e la protezione di tutti i nostri cittadini”. In caso contrario, serviranno “considerevoli risorse aggiuntive” per salvaguardare “l'efficienza operativa e la sicurezza pubblica”.

Il braccio di ferro tra Londra e Bruxelles

L'allarme delle forze dell'ordine britanniche arriva mentre infuoca la polemica tra Londra e Bruxelles per lo stallo nelle trattative per la Brexit. Il ministro britannico Liam Fox, titolare del dicastero chiave del Commercio estero e punto di riferimento superstite dei falchi nel governo Tory di Theresa May dopo le dimissioni di Boris Johnson e David Davis, ha imputato il rischio di un “no deal”, da lui ritenuto a questo punto "probabile", alla "intransigenza della macchina burocratica" europea. 

Parole respinte seccamente da una portavoce dell'Ue, che ha al contrario rivendicato al capo negoziatore Michel Barnier e al suo team la volontà di lavorare "notte e giorno per un accordo". "Noi lavoriamo costruttivamente 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 per raggiungere un accordo col Regno Unito, come dimostra il prossimo round negoziale fissato il 16-17 agosto”, ha rimarcato la portavoce: insistendo sulla disponibilità a dialogare, seppur partendo dalla "posizione concordata dai 27 Stati membri e riflessa nelle linee guida della Commissione europea”.  

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