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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Il conflitto

Iodio e tute anti-radiazioni: come l’Ue si prepara ai rischi della guerra in Ucraina

Bruxelles vuole evitare di ripetere gli errori commessi durante la pandemia: pronta ad acquisti congiunti di farmaci e dispositivi di protezione. Come fatto con il Covid-19

L’Ue vuole evitare di ritrovarsi un’altra volta impreparata davanti al disastro. Con una guerra alle porte, e con il rischio di incidenti nucleari e utilizzo di armi chimiche e biologiche, Bruxelles vuole applicare "le lezioni della pandemia” e ha esortato gli Stati membri a fare scorte di pillole di iodio, altri farmaci designati e tute di protezione nucleare per evitare di ritrovarsi impreparata, come è successo all’inizio dell’emergenza sanitaria del Covid-19 quando l'Europa si è ritrovata senza sufficienti forniture di dispositivi di protezione per gli ospedali.

"La Commissione sta lavorando per assicurarsi di migliorare la preparazione nell'area delle minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari", ha rivelato una fonte della Commissione al Financial Times. Questo lavoro è iniziato da prima dell’inizio della guerra in Ucraina, soprattutto per prepararsi a nuove pandemie, e in questo quadro, nel settembre 2021, è stata lanciata la nuova Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (Hera). Le questioni sanitarie, è bene ricordarlo, sono competenza dei governi nazionali ma dopo il successo dell'approvvigionamento congiunto dei vaccini, Bruxelles vuole usare come primo banco di prova di Hera il conflitto tra Russia e Ucraina.

I parlamentari europei sono d'accordo e chiedono che Hera si muova più velocemente per stare al passo con gli sviluppi in Ucraina. Véronique Trillet-Lenoir, deputata del partito En Marche del presidente francese Emmanuel Macron, ha detto: "Dobbiamo trarre forti lezioni da Covid. Abbiamo bisogno di misure specifiche per i siti nucleari. Non siamo pronti. Non abbiamo le scorte". "Abbiamo una minaccia nucleare da un pazzo al Cremlino" e "abbiamo bisogno di una scorta europea e di avere un sistema di allerta e monitoraggio. Dobbiamo fare delle simulazioni per essere pronti", ha aggiunto.

All'inizio di questo mese le farmacie di Paesi come Belgio, Bulgaria e Repubblica Ceca hanno finito le pillole di iodio, che sono usate per trattare gli effetti delle radiazioni delle loro centrali nucleari, dopo che le forze russe hanno preso di mira e danneggiato una centrale atomica ucraina. L'attacco ha provocato avvertimenti sui rischi di una nube radioattiva nel Continente. Alla fine di febbraio, il governo bulgaro ha deciso di stanziare un finanziamento supplementare di 4,1 milioni di levs (circa 2,05 milioni di euro) per l'acquisto di materiali speciali in caso di incidente nucleare. Azioni isolate, che la Commissione intende adesso coordinare con Hera.

Hera, scrive il Financial Times, "attiverà finanziamenti e avvierà meccanismi per il monitoraggio, lo sviluppo mirato, l'approvvigionamento e l'acquisto di contromisure mediche e materie prime. Dispone inoltre di impianti di produzione pronti a soddisfare la domanda di farmaci". Non è ancora chiaro quali medicinali e dispositivi di protezione sono allo studio di Bruxelles, ma di sicuro pillole di iodio e tute anti-radiazioni sono tra questi.

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