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Sabato, 4 Dicembre 2021
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Tribunale riconosce la "sindrome della turbina": coppia risarcita per i danni subiti dalle pale eoliche

Secondo diversi studi, la malattia non esiste. Eppure un giudice francese l’ha riconosciuta: 110mila euro a una famiglia che vive vicino a un impianto

Un rumore come quello di una lavatrice in funzione 24 ore su 24 accompagnato da luci a intermittenza. Così un coppia ha descritto ai giudici cosa significa vivere a 700 metri da un parco di pale eoliche. Le turbine erano state installate nel 2008, ma i problemi di salute per i due coniugi sono iniziati cinque anni dopo, secondo loro perché il bosco tra la loro proprietà e la turbina più vicina era stato abbattuto, e hanno costretto la coppia ad allontanarsi dalla zona nel 2015. Il tribunale francese ha riconosciuto che i due erano affetti dalla “sindrome della turbina” e gli ha assegnato un risarcimento pari a 110mila euro. 

La vicenda di Christel e Luc Fockaert, la coppia di belgi residenti in Francia, ha riaperto il dibattito sulla veridicità o meno dei problemi di salute che potrebbe generare la vicinanza alle centrali eoliche. La coppia ha affermato di aver sperimentato una serie di disturbi: mal di testa, insonnia, irregolarità cardiache, depressione, vertigini e nausea per più di due anni. I due hanno raccontato che quando vivevano a poche centinaia di metri dalle turbine sentivano un rumore “paragonabile a una lavatrice che gira continuamente”, mentre “le luci bianche lampeggianti” creavano ulteriori problemi. 

All’epoca dei fatti, ha raccontato il Guardian, i medici non sono riusciti a trovare alcun problema di salute, ma un esperto del tribunale ha affermato che la “sindrome della turbina” era stata precedentemente identificata dalla ricerca scientifica. Tuttavia, la comunità scientifica ah affermato in più occasioni che la malattia attribuita alle turbine eoliche è più probabile che venga causata dagli allarmi per gli avvertimenti sulla salute diffusi dagli attivisti. Secondo uno studio australiano pubblicato otto anni fa si tratta “essenzialmente di un fenomeno sociologico” e che dargli nomi come “sindrome della turbina eolica” o “malattia vibro-acustica” non farebbe altro che ampliarne la diffusione.

Altri studi peer-reviewed in Europa, Canada e Stati Uniti hanno anche smentito la presunta sindrome che a oggi non è stata riconosciuta dal punto di vista medico.

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