Rimborsi per voli cancellati, giravolta Ue sulla difesa dei consumatori

Vestager annuncia l’avvio della procedura d’infrazione contro quei Paesi che “hanno violato il principio”, aprendo la strada al risarcimento coi voucher. Poi viene smentita dalla commissaria ai Trasporti: “Solo una lettera d’incoraggiamento”. Poi le scuse della danese

Margrethe Vestager. Source: EC - Audiovisual Service

Dopo settimane di denunce sui mancati rimborsi ai passeggeri di voli cancellati, la Commissione europea ha deciso di mandare una “lettera d’incoraggiamento” agli Stati membri per ricordare loro il diritto dei consumatori a riavere indietro il prezzo del biglietto. Le lettere, che “saranno inviate oggi a tutti i Paesi membri” contengono anche una serie di “raccomandazioni” su “come rendere i voucher più attraenti” agli occhi del consumatore. Quest’ultimo ha comunque diritto - se lo preferisce - a ricevere i soldi indietro, come stabilito dal regolamento Ue 261 del 2004. Che la Commissione ha il dovere di far rispettare. 

L'avvertimento di ieri

Sulle lettere in questione, la Commissione si è resa protagonista di una giravolta durata poche ore. Fonti Ue nella giornata di ieri hanno rivelato a una serie di testate, tra cui anche Europa Today, che l’esecutivo comunitario aveva individuato oltre dieci Stati Ue che stavano infrangendo il diritto dei consumatori, consentendo alle compagnie aeree di offrire ai passeggeri rimasti a terra solo i cosiddetti voucher, buoni viaggio da usare in un anno, in sostituzione al rimborso dell’intero prezzo del biglietto.

La procedura d'infrazione

Questa mattina la vicepresidente della Commissione e responsabile per la Concorrenza, Margrethe Vestager, ha annunciato: “A partire da oggi invieremo delle lettere agli Stati membri che hanno violato questo principio”. “Questa - ha precisato - è la prima fase della procedura d’infrazione e ci attendiamo che lo Stato membro corregga l’azione, altrimenti si passera alle conseguenze”. Un chiaro avvertimento ai Paesi che stanno mettendo su due piani i diritti delle grandi imprese e quelli dei singoli passeggeri, ascoltando con particolare riguardo le richieste delle compagnie aeree, alle prese con le difficoltà in termini di liquidità che hanno colpito l’intera economia europea con la crisi del coronavirus.

La marcia indietro

Alle richieste di maggiori chiarimenti, come la lista degli Stati destinatari e il contenuto della lettera, la Vestager ha promesso che ulteriori informazioni sarebbero arrivate in giornata. Promessa mantenuta - in un certo senso - meno di un’ora dopo, quando nella successiva conferenza stampa la commissaria ai Trasporti, Adina Valean, ha ammesso: “Non sono al corrente di ciò che la mia collega Vestager ha detto, ma la mia intenzione è di inviare lettera a tutti (gli Stati membri), per chiarire come rendere il voucher più attraente” agli occhi del consumatore. La Valean, di fatto smentendo la collega, ha annunciato che l’avvertimento agli Stati inadempienti sarebbe stato, in realtà, una “lettera di incoraggiamento”, per giunta inviata “a tutti i Paesi membri”. Incalzata dai giornalisti sorpresi dalla marcia indietro, la Valean ha concluso che “per il momento non stiamo valutando la procedura d’infrazione”. Un messaggio ben più soft di quello della commissaria danese, che ha dato il via a un profluvio di tweet e messaggi della stampa bruxellese.

Le scuse

A chiarire il giallo della procedura d’infrazione è stata quindi la stessa Vestager. “È stato un mio fraintendimento sullo status della lettera che esce oggi. Mi dispiace di aver causato confusione”, ha precisato su Twitter la commissaria danese. Senza chiarire il destino dei Paesi che hanno deciso di non rispettare i diritti dei consumatori europei.

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