Martedì, 28 Settembre 2021
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"Non c’è posto per i rifugiati afghani in Europa", parola del 'Trump di Praga'

Lo ha detto il premier ceco Babis. Che sposa la linea dura del cancelliere austriaco Kurz: "Aiutiamoli, ma a casa loro". O pagando la Turchia

"Non c'è posto in Europa" per i profughi in fuga dall'Afghanistan. Parola di Andrej Babis, il premier ceco, ribattezzato il "Trump di Praga", che in Europa è alleato del leader francese Emmanuel Macron e di Matteo Renzi. Ma che sui migranti strizza da tempo l'occhio alla destra, in particolare al cancelliere austriaco Sebastian Kurtz, tra i più duri nell'opporsi all'accoglienza dei profughi afghani. 

Aiutiamoli a casa loro

Non a caso Babis, in un incontro con Kurz, ha ribadito quella che è la linea indicata dal leader austriaco in Europa: aiuti agli afghani, ma non per raggiungere l'Ue. "Un'opzione potrebbe essere quella di condurre colloqui con il presidente (turco Recep Tayyip) Erdogan", ha detto Babis, riferendosi all'accordo stipulato nel 2016 tra l'Ue e la Turchia per fermare i flussi di migranti, in particolare dalla Siria. Non si tratterebbe della soluzione migliore, per il premier ceco: "Meglio farli rimanere in Afghanistan" per aiutarli a casa loro, ha aggiunto. 

Elezioni imminenti

La posizione antimmigrazione del primo ministro ceco è probabilmente esacerbata dall’avvicinarsi delle elezioni nazionali, che si terranno l’8 ottobre. Come riporta Euractiv, secondo i sondaggi di Kantar CZ l’apprezzamento nei confronti del suo partito, Ano, è attualmente ai minimi storici, anche a causa dei guai giudiziari che hanno travolto Babis, indagato per frode ai fondi Ue. Ad aggravare la posizione del partito si aggiunge il fatto che i principali partiti di centrodestra (Partito democratico civico, l’Unione cristiana e democratica e TOP 09) hanno siglato una coalizione per contrastare l'attuale premier. 

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