Martedì, 22 Giugno 2021
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Rifugiati, il Parlamento Ue agli Stati membri: "Riformare il regolamento di Dublino"

Strasburgo chiede un'intesa al prossimo vertice sulle norme che regolano la ripartizione dei richiedenti asilo tra i vari paesi

La relatrice del Parlamento europeo sulla riforma di Dublino, Cecilia Wickstrom, ha chiesto ai governi dell'Unione europea di procedere a un voto sulle nuove regole per l'asilo abbandonando la ricerca di un consenso a 28. "Spero che gli Stati membri ora mettano da parte le loro differenze e cerchino di trovare una soluzione in giugno", ha detto Wickstrom durante una conferenza stampa a Strasburgo in vista della riunione dei ministri dell'Interno su Dublino che si terrà a giugno.

"Se non c'è modo di trovare un consenso in un anno e mezzo, non capisco perchè non applichino i trattati" che prevedono che il Consiglio (l'istituzione europea che riunisce i governi, ndr) decida la sua posizione a maggioranza qualificata", ha spiegato Wickstrom: "se non si riescono a trovare una posizione comune, allora si voti".

Le divisioni in seno agli Stati Ue

I 28 governi sono profondamente divisi sulla riforma di Dublino. Un gruppo di paesi del Sud, guidati dall'Italia, contestano il principio in base al quale i paesi di primo ingresso conserverebbero la responsabilità stabile dei richiedenti asilo per otto anni. I paesi del gruppo di Visegrad - Ungheria, Polonia, Repubblica ceca e Slovacchia - sono contrari a ogni tipo di sistema di quote. U

na volta che il Consiglio avrà adottato la sua posizione, potranno iniziare i negoziati con l'Europarlamento per cercare di approvare la riforma di Dublino entro la fine della legislatura nel 2019. "Consiglio e Parlamento sono abbastanza lontani su molte questioni", ha riconosciuto Wickstrom. "Ma siamo d'accordo su una questione fondamentale: abbiamo bisogno di un nuovo sistema e dobbiamo cambiare il sistema caotico di oggi". 

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