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Giovedì, 30 Maggio 2024
Astro nascente / Paesi Bassi

La rifugiata che potrebbe diventare premier (e che non vuole rifugiati)

Dilan Yesilgoz è candidata alla successione di Mark Rutte in Olanda: nata in Turchia e figlia di un esule curdo, ha scalato le vette del partito nel nome del pugno duro contro i migranti

È arrivata in Olanda con la sorella e la madre quando aveva 8 anni grazie a un visto ottenuto per riunirsi al padre, che lavorava da qualche tempo vicino Amsterdam. Oggi, a 46 anni, potrebbe diventare la prima donna a ottenere l'incarico di premier dei Paesi Bassi. Tra le sue priorità politiche c'è un pugno più duro nei cofronti dell'immigrazione. A partire da una stretta su quegli stessi ricongiungimenti famigliari che le hanno permesso di diventare olandese, studiare e compiere una brillante carriera. Si chiama Dilan Yesilgoz la nuova punta di diamante dei liberali di Vvd, il partito dell'ex primo ministro Mark Rutte.

Le origini curde

Dopo 11 anni di leadership incontrastata, Rutte si è dimesso da premier e ha annunciato l'intenzione di lasciare la politica. Una decisione che potrebbe spianare la strada a Yesilgoz, che nell'ultimo esecutivo ha occupato la carica di ministra della Giustizia e che ha annunciato l'intenzione di correre per la guida del Vvd in vista delle prossime elezioni anticipate.  

Nata nel 1977 ad Ankara, in Turchia, Yesilgoz è figlia di un sindacalista curdo che era stato costretto a fuggire dal Paese per il suo impegno contro il regime militare e che aveva ottenuto lo status di rifugiato in Olanda. Dopo la laurea all'Università di Amsterdam, la futura ministra comincia a seguire le orme del genitore, frequentando i circoli giovanili della sinistra e dei verdi. L'ambiente progressista, però, non la convince, e poco dopo passa tra le fila dei liberali conservatori del Vvd, guidati già all'epoca da Rutte (il quale a breve sarebbe diventato premier).

Pugno duro contro i migranti

Eletta consigliera comunale ad Amsterdam nel 2014, Yesilgoz balza all'attenzione dei media per la sua tenace battaglia contro le molestie di strada nei confronti di donne e Lgbt, un problema strettamente connesso a quello dell'immigrazione, dato che tali molestie avvenivano principalmente nei quartiere a più alta densità di migranti della città. "Era già allora un vero fautore della legge e dell'ordine", ricorda l'ex consigliere comunale socialista Peter Kwint. 

Nel 2017, il salto al Parlamento nazionale, dove rilancia il suo approccio duro contro criminalità e immigrazione, anche sostenendo proposte vicine alla destra più estrema, come quella di autorizzare le perquisizioni corporali preventive da parte della polizia, o il rifiuto di riportare in Olanda le donne e i bambini dei combattenti dell'Isis in Siria e in Iraq. La sua visibilità cresce di anno in anno, e nel 2021 Rutte la vuole con sé al governo, prima come responsabile per le politiche climatiche ed energetiche, poi come ministra della Giustizia. 

La scalata ai vertici della politica

Forte di questo incarico, diventa un punto di riferimento dell'ala destra del Vvd e una spina nel fianco per i partiti di maggioranza meno propensi a un pugno duro nei confronti dell'immigrazione. Yesilgoz è tra coloro che spingono per una stretta sui ricongiungimenti famigliari, da limitare il più possibile e da bloccare in caso di un aumento eccessivo degli arrivi di richiedenti asilo. Quando il collega che si occupa del dossier non riesce a trovare una sintesi tra le posizioni dei quattro partiti di maggioranza, è proprio Yesilgoz che prende il timone nei negoziati direttamente per scelta di Rutte.

La caduta di Rutte

Le trattative, però, falliscono, e il governo si sgretola. Un fallimento che potrebbe apparire come un passo falso della ministra della Giustizia, ma che invece ne lancia la corsa al vertice del partito, e forse del Paese. Da tempo, infatti, Yesilgoz sta costruendo una tela che porta alla galassia delle destra olandese ed europea, anche per far fronte alla crescente ondata di proteste cavalcata dal neonato Bbb, il partito degli agricoltori dato in testa ai sondaggi. Non ha stupito più di tanto, del resto, la sua recente partecipazione al meeting del N-va, il partito belga che fa parte dei conservatori europei di Giorgia Meloni.  

 

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