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Foto Ansa EPA/ADRIAN RUIZ-HIERRO

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Come trattare i rifiuti ai tempi del Covid (secondo le linee guida Ue)

Dai fazzoletti alle mascherine. Intervento delle Commissione per evitare che il trattamento errato dell'immondizia renda vani gli sforzi dei cittadini chiusi in casa

Riconoscendo gli sforzi degli operatori per garantire la corretta gestione dei rifiuti "in questi tempi difficili di coronavirus”, la Commissione europea ha adottato una serie di linee guida sul metodo di smaltimento di ciò che viene gettato nell’immondizia. Particolare attenzione viene rivolta ai rifiuti delle persone in quarantena perché positive al Covid-19 e agli articoli di protezione di medici, infermieri e personale sanitario. 

I rifiuti di chi è in quarantena

Chi è isolato in casa perché positivo al tampone o con sintomi riconducibili al coronavirus, dovrebbe disporre nella sua stanza di un sacchetto della spazzatura in cui gettare i fazzoletti e le mascherine usati. Il sacchetto va chiuso prima di essere spostato, mai svuotato in un altro sacchetto. Le buste con dentro i rifiuti infetti vanno infatti raccolti insieme in un altro sacchetto dell'immondizia e poi gettati nell'indifferenziato. “Non è necessario alcuna attività di raccolta speciale o altri metodi per disfarsi dei rifiuti”, si legge nella comunicazione dell’esecutivo Ue. 

Le indicazioni per chi si prende cura dei pazienti

Le linee guida sulla "Gestione dei rifiuti nel contesto della crisi da coronavirus" pubblicate ieri dalla Commissione europea precisano inoltre che i guanti e le mascherine usati da chi si prende cura del paziente o da chi fa le pulizie vanno raccolti in un sacchetto, che va lasciato vicino alla porta una volta che l’addetto sanitario o chi fa le pulizie lascia la stanza. Anche tali involucri di rifiuti vanno chiusi, raccolti in un secondo sacchetto e gettati nell'indifferenziato. 

Servizi garantiti

Qualora la carenza di personale comporti una riduzione del servizio, gli Stati membri dovrebbero garantire continuità e sufficiente frequenza di raccolta di rifiuti ‘secchi’ e rifiuti organici al fine di prevenire eventuali rischi immediati per la pubblica sicurezza e per la salute dei cittadini. Sulla base della valutazione di tali rischi, la frequenza della raccolta di materiali riciclabili a secco potrebbe essere regolato temporaneamente, ma non sospeso del tutto. 

Informare i cittadini

Nel contesto della crisi pandemica, si legge nella comunicazione, si ritene di fondamentale importanza ”che i cittadini separino bene i loro rifiuti e garantiscano flussi puliti di materiali riciclabili verso gli impianti di trattamento”. Ma le persone vanno tenute al corrente “di eventuali modifiche temporanee alle pratiche di raccolta dei rifiuti che influiscono sul modo in cui consegnare i rifiuti per la raccolta e l'ulteriore trattamento”, conclude la nota della Commissione.

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