Riconoscimento facciale tra i banchi di scuola, proteste in Francia per le tecnologie ‘anti-privacy’

L’autorità garante per il diritto alla riservatezza, genitori e insegnanti si oppongono alla sperimentazione dei dispositivi intelligenti nei licei e negli altri istituti superiori

“Particolarmente invasivi, presentano gravi rischi per la privacy e le libertà personali degli interessati”. Con queste parole arriva la bocciatura nei confronti delle tecnologie di riconoscimento facciale nelle scuole francesi da parte del Cnil, la Commissione nazionale dell’informatica e delle libertà, autorità garante d'oltralpe per la protezione dei dati personali. La richiesta di un parere, che non sarà vincolante per la decisione finale, era arrivata in seguito al progetto di sperimentazione dei cosiddetti portali biometrici - dispositivi dotati di strumenti per la scansione facciale - agli ingressi delle scuole superiori Les Eucalyptus di Nizza e Ampère di Marsiglia. Con il consenso degli studenti, le telecamere intelligenti servirebbero ad aiutare le autorità ad individuare l’accesso nelle scuole da parte di intrusi e prevenire furti e reati di altro tipo.

La bocciatura

L'autorità francese di protezione dei dati ha però avvertito che tale progetto non è conforme alle leggi sulla privacy e che "questa installazione non può essere attuata legalmente”. Il parere negativo del Cnil arriva dopo che la decisione di installare i dispositivi intelligenti all’ingresso delle scuole aveva già scatenato dure critiche da parte di genitori ed insegnanti.

I rischi

“L'elaborazione del riconoscimento facciale - prosegue l’autorità garante francese - è un meccanismo biometrico particolarmente invasivo, che comporta importanti rischi di invasione della privacy o delle libertà per le persone colpite”. L’identificazione degli studenti all’ingresso delle scuole, se il controverso progetto sarà approvato nonostante il parere negativo, avverrà grazie alle tecnologie fornite dall’impresa statunitense Cisco.

Il dibattito con le autorità locali

"Ora spetta alla regione e alle scuole superiori, che sono responsabili del sistema pianificato, trarne delle conseguenze”, taglia corto il Cnil, dal momento che il parere dell’autorità non è vincolante per l’attuazione finale del progetto. A rispondere a muso duro alle preoccupazioni per la privacy è il presidente della Regione Sud ed ex-deputato del partito conservatore Les Républicains, Renaud Muselier. Secondo il politico locale, il parere dell’autorità è "in ritardo di un secolo”.

"Con il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, e la mia maggioranza, valuteremo con molta attenzione il motivo per cui il progetto è stato rifiutato e analizzeremo ciò che non piace al Cnil", ha dichiarato Muselier, promettendo la presentazione di un nuovo progetto.

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