Martedì, 27 Luglio 2021
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"No al riconoscimento facciale nei luoghi pubblici": l'appello del Garante Ue per la protezione dei dati

La richiesta di un divieto totale arriva dopo la proposta della Commissione, che vuole usare l'intelligenza artificiale per combattere la criminalità

No al riconoscimento facciale. Gli organismi Ue di vigilanza sulla privacy hanno chiesto un divieto generale di qualsiasi uso delle tecnologie di intelligenza artificiale per riconoscere le caratteristiche umane nei luoghi pubblici. Si tratta delle tecnologie che, tramite i dati biometrici accessibili dalle banche dati, sono capaci di dare un nome al volto degli individui che si trovano nella zona controllata. Le autorità che si sono scagliate contro l'uso di questa tecnologia nei luoghi pubblici sono il Garante europeo della protezione dei dati e il Comitato europeo per la protezione dei dati.

“Distribuire l'identificazione biometrica remota in spazi accessibili al pubblico significa la fine dell'anonimato in quei luoghi”, hanno affermato i rappresentanti della due organizzazioni, Andrea Jelinek per il Comitato e Wojciech Wiewiórowski, Garante europeo della protezione dei dati. “Il riconoscimento facciale dal vivo - sostengono i due - interferiscono con i diritti fondamentali e libertà in misura tale da poter mettere in discussione l'essenza di tali diritti e libertà”.

La dichiarazione congiunta è arrivata in risposta al disegno di legge sull'intelligenza artificiale presentato a fine aprile dalla Commissione. Un progetto di riordino della disciplina Ue sulle nuove tecnologie che che pone restrizioni all'uso del riconoscimento facciale, ma non lo vieta completamente. “Un divieto generale all'uso del riconoscimento facciale nelle aree accessibili al pubblico è il punto di partenza necessario se vogliamo preservare le nostre libertà e creare un quadro giuridico per l’intelligenza artificiale incentrato sull'uomo”, si legge ancora nella dichiarazione. Oltre a volti, gli organismi Ue per la protezione della privacy chiedono che non vengano rilevati dati sull’andatura, le impronte digitali, il Dna, il timbro vocale e tanti altri dati biometrici.

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