Sabato, 23 Ottobre 2021
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“In Olanda le ricerche sul Dna della Cina. Usate per perseguitare gli uiguri”

La denuncia in una inchiesta giornalistica: Pechino avrebbe finanziato gli studi di alcuni ricercatori dei Paesi Bassi per prevedere le caratteristiche fisiche delle minoranze etniche

Tre importanti laboratori olandesi negli ultimi anni hanno lavorato con scienziati cinesi per sviluppare tecniche di studio del Dna capaci di prevedere il colore dei capelli, degli occhi o della pelle di una persona. La notizia ha suscitato critiche e preoccupazioni nei Paesi Bassi, visto il possibile utilizzo di queste tecniche da parte della autorità cinesi per scopi che violano i diritti umani, come il tracciamento e la sorveglianza di massa delle minoranze etniche degli uiguri e dei tibetani.

Le rivelazioni dei giornalisti della tv Rtl Nieuws e della testata web indipendente Follow the Money hanno messo in imbarazzo centri di eccellenza della ricerca scientifica olandese, a partire dall’Erasmus medical center di Rotterdam. I ricercatori cinesi coinvolti nelle attività avrebbero legami con la polizia cinese. Alcuni di loro, hanno rivelato i giornalisti olandesi, sono direttamente assunti o remunerati dalla polizia di Pechino.

Un rapporto, quello tra gli istituti di ricerca olandesi e le autorità cinesi, che ha messo in allarme diverse personalità del mondo accademico. Tra loro c’è anche il professor Yves Moreau, dell’Università di Leuven, secondo il quale questa collaborazione è “fondamentalmente sbagliata” visto che la conoscenza acquisita è finita direttamente nelle mani della polizia cinese, che usa le tecniche per reprimere e perseguitare le minoranze etniche, ha avvertito il docente ai microfoni di Rtl Nieuws.

I rappresentanti dell’Erasmus medical center non hanno ammesso alcun problema nella collaborazione con i cinesi, perché le conoscenze derivanti dagli studi non potrebbero essere utilizzate per il riconoscimento facciale e l'identificazione degli uiguri. Anche il coinvolgimento della polizia viene escluso dal centro di ricerca. “Ma tutte le principali università sono sotto il diretto controllo dello Stato cinese e del Partito comunista”, ha affermato Roland Smid, corrispondente dalla Cina per Rtl Nieuws. “L'obiettivo principale delle università è contribuire ad aiutare il Paese ad andare avanti nella direzione indicata dalla leadership politica”, ha aggiunto il giornalista. “Penso che sia probabile - ha concluso - che la polizia abbia acceso alle informazioni scientifiche utili a raggiungere quell’obiettivo”. 

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