Riace da modello a “fallimento": deputata M5s cambia idea su Lucano. E sui social è pioggia di critiche

L’esponente pentastellata, oggi intransigente sui presunti reati, tre mesi fa andò a trovare il sindaco calabrese e il “paese d’accoglienza”, pur sapendo delle indagini a carico del primo cittadino

Sta facendo discutere il post pubblicato su Facebook dall’esponente dei 5 stelle al Parlamento europeo Laura Ferrara, che attacca il sindaco di Riace, Mimmo Lucano, da oggi agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina ed illeciti nell'affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti.

L’europarlamentare pentastellata, oggi molto critica nei confronti dei primo cittadino del comune calabrese, divenuto famoso per l’accoglienza dei migranti, solo tre mesi fa andò a trovare Lucano pur sapendo delle indagini a suo carico. Tre anni fa la Ferrara scriveva “facciamo come a Riace! Il più riuscito esempio di integrazione tra rifugiati e popolazione locale”. Nello stesso post condivideva un articolo di Mario Capanna dal titolo “Caro Salvini, venga con me a Riace a vedere come si accolgono i migranti”.

“Il fallimento che leggiamo oggi - scrive oggi Ferrara - non riguarda allora la sola figura del Sindaco di Riace, ma finisce con l’investire tutto il modello di accoglienza che si era costruito”. L’eurodeputata riprende poi i capi d’accusa: se confermati, scrive la Ferrara “ci troveremmo di fronte a matrimoni combinati per aggirare la legge, false fatture o fatture ‘gonfiate’ per ricevere fondi, carte d’identità rilasciate senza permessi di soggiorno, affidamenti diretti in violazione delle leggi sulle gare d’appalto. Un disastro, una delusione per chi guardava a Riace come gestione cui ispirarsi”, commenta l’esponente M5s. 

Nei commenti qualcuno ha fatto notare i precedenti post in cui la Ferrara era tutt’altro che critica nei confronti del “modello Riace” che “è conosciuto in tutto il mondo per l’accoglienza che ha saputo attuare e per la vera inclusione sociale basata su un forte senso di comunità e di appartenenza ai valori della solidarietà e dell’aiuto reciproco”, scriveva il 23 giugno 2018. Il post, accompagnato dalle foto che ritraggono la Ferrara in compagnia dei migranti ospitati e dello stesso Mimmo Lucano, la pentastellata precisava che con il primo cittadino aveva “parlato delle indagini che lo riguardano”. A tal proposito, l’europarlamentare scriveva “posso dire di aver avuto la sensazione di trovarmi di fronte ad una persona per la quale l’umanità, il pragmatismo, le relazioni umane che si stringono con quelle famiglie e con quei bambini spesso sono andati oltre i paletti burocratici e amministrativi”. La Ferrara metteva dunque in conto delle irregolarità, ma auspicava comunque che l’esperienza di Riace venisse “replicata in sempre più realtà locali”. 

In un post del 4 agosto 2015 Laura Ferrara riprendeva un articolo di Mario Capanna, segretario storico di Democrazia Proletaria e parlamentare italiano per due legislature, e sotto le lodi a Riace, digitate col blocco maiuscolo, concludeva il post sottolineando che “se quanto riportato dall’huffingtonpost (sito che ha pubblicato l’articolo di Capanna, ndr) ricalca la realtà, Riace rappresenta un esempio virtuoso di come i fondi per l'immigrazione possano essere ben spesi e possano centrare gli obiettivi per i quali vengono stanziati: accoglienza ed inclusione sociale. Si può, basta volerlo”.

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Pressata dai commenti al post pubblicato oggi, l’eurodeputata ha replicato amareggiata di “vedere sempre la classica polarizzazione tra chi è pro e chi è contro gli immigrati” ma scagliandosi soprattutto contro i “pro”, ovvero “quelle stesse persone che non hanno mai messo in guardia Lucano dalle possibili conseguenze cui andava incontro violando le leggi” che secondo la Ferrara erano consci che “agli arresti non sarebbero andati loro, ed un bel post rosso scarlatto con un bell’hashtag avrebbe permesso loro di dormire sonni tranquilli”. “Quanta ipocrisia”, conclude l’eurodeputata.  

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