Retroscena del summit Ue, von der Leyen e Lagarde ‘amiche’ del Sud e Conte diffidente

Il premier italiano avrebbe chiesto a Michel di rileggere quanto concordato con gli altri leader. Poi il siparietto tra Merkel e la numero uno della Commissione: “Sicura che ce la fai entro il 6?”

“Rapida, decisa e flessibile”. Così la presidente della Banca centrale europea (Bce), Christine Lagarde, ha descritto nel summit di giovedì la risposta che le istituzioni Ue hanno la responsabilità di mettere in campo al più presto per aiutare i Paesi più colpiti dalla crisi del coronavirus. Un impegno, quello della numero uno della Bce, che non è passato inosservato alla stampa internazionale. Ma nella riunione dei leader Ue un’altra donna si è distinta per l’attivismo pro-Sud Europa, forse perché preoccupata dall’inefficacia delle prime contromisure comunitarie alla crisi del Covid-19. Si tratta di Ursula von der Leyen, che avrebbe difeso a spada tratta l’intervento europeo per impedire alla pandemia di spaccare il mercato unico e lasciare i Paesi più colpiti senza risorse a disposizione per la ripresa.

La frecciatina alla Germania

La posizione delle due leader è stata interpretata dagli osservatori come un chiaro sostegno alla linea dei Governi più colpiti dalla crisi. Secondo El Pais, Lagarde ha dettato l’agenda del vertice mettendo l’accento sulla gravità della situazione e il pericolo di una uscita asimmetrica dalla crisi. “Il rischio - avrebbe detto senza tanti giri di parole - è che si faccia troppo poco e troppo tardi”. “Non è ancora successo, ma esiste il rischio di contagio nel settore finanziario”, ha spiegato ai 27 capi di Stato. “E soprattutto di una crescente asimmetria” tra le economie Ue. Sia la presidente della Bce che la numero uno della Commissione hanno parlato, senza citarlo, del vantaggio delle imprese tedesche di avere accesso a prestiti con tassi molto più bassi che nell’Europa mediterranea. 

L'ok della Germania al piano di aiuti

Una chiara allusione al maxi-piano di aiuti di Stato attivati da Berlino. Tanto che Angela Merkel si è sentita chiamata in causa: “È chiaro che si riferiscono alla Germania - avrebbe detto la cancelliera - ma se non avessimo reagito, anche altri Paesi sarebbero stati colpiti dai danni alla nostra economia”. La Merkel ha quindi chiesto ai suoi partner un margine maggiore per aiutare le aziende tedesche, sostenendo che tenere su l’ex locomotiva tedesca è nell'interesse di tutti. La Merkel, a detta di alcune delegazioni, avrebbe poi messo da parte le rigidità espresse in passato per dare il via libera al Recovery fund, il piano di aiuti da inserire nel prossimo bilancio Ue. “Il destino della Germania - avrebbe detto durante l’incontro - è strettamente legato all’Europa”. La cancelliera avrebbe persino aperto ai principi di armonizzazione fiscale tra Paesi europei, fumo negli occhi per il ‘paradiso fiscale’ olandese.

Conte chiede di rileggere

Ma la vera battaglia diplomatica, riferiscono le fonti Ue, sarà sul tipo di supporto finanziario che si intende dare ai Paesi più in difficoltà. Da una parte ci sono i prestiti - anche se a tassi molto vantaggiosi - che piacciono ai Paesi ‘frugali’, ovvero Olanda, Svezia, Danimarca, Austria e Finlandia. Dall’altra, i Paesi del Sud - Italia, Spagna, Francia e altri - chiedono  un vero e proprio aiuto economico, da erogare sotto forma di sussidi. “Ciò che non accetteremo - avrebbe detto Emmanuel Macron - è un bilancio integrato con un fondo fatto di soli prestiti. Questa non è solidarietà”, avrebbe sentenziato il francese. Un braccio di ferro, quello sugli aiuti Ue, ribadito dal siparietto tra il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e il premier italiano Giuseppe Conte. All’ex premier belga, incaricato di scrivere un documento di sintesi, Conte avrebbe detto: “Voglio che si metta in chiaro che il fondo è necessario e urgente”. “Va bene, Giuseppe, prendo atto”, avrebbe risposto il belga. “Michel, puoi leggere di nuovo le conclusioni?”, avrebbe poi insistito Conte. 

L'ironia della Merkel

Altro aneddoto divertente viene riportato sempre su El Pais e vede protagoniste Merkel e von der Leyen, ex ministra della Difesa dell’esecutivo tedesco. La presidente della Commissione avrebbe promesso di presentare le proposte sul nuovo bilancio e il Recovery fund il 6 maggio. “6 maggio?”, avrebbe risposto la Merkel sorpresa. “Sì, Angela, il 6”, avrebbe ripetuto la von der Leyen. “Sei sicura per il 6? Le due proposte, il fondo e il bilancio?”, avrebbe insistito la cancelliera. “Sì, sì, certo. È un pacchetto”, avrebbe quindi ribadito la presidente. “Va bene. Ma assicurati di chiamarci prima”, avrebbe ironizzato la Merkel, consigliando alla connazionale di consultarsi con tutti i membri del Consiglio prima di comunicare le decisioni alla stampa.

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