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Venerdì, 27 Gennaio 2023
migranti / Grecia

Nuove prove di respingimenti in mare dei migranti da parte dell'Ue

Frontex avrebbe fatto quasi mille pushback illegali registrandoli nel suo database come semplici operazioni "pre-partenza"

Frontex è di nuovo al centro della polemica. L’agenzia della guardia di frontiera e costiera dell’Ue avrebbe operato quasi mille respingimenti illegali registrandoli nel suo database come semplici operazioni "pre-partenza" dalla Turchia tra marzo 2020 e settembre 2021. Lo denuncia un'indagine congiunta del collettivo giornalistico Lighthouse Reports in collaborazione con Le Monde, il settimanale tedesco Der Spiegel, e i media svizzeri SRF Rundschau e Republik.

Come spiega il Guardian, eseguendo dei controlli incrociati il collettivo giornalistico ha scoperto i rapporti di Frontex differiscono da quelli degli stessi incidenti redatti dalla guardia costiera turca, dai racconti dei testimoni, e ancora, dai documenti trapelati e da altre fonti confidenziali. In almeno 22 incidenti, i richiedenti asilo sarebber stati tolti dai gommoni, messi in zattere di salvataggio greche e lasciati alla deriva in mare. Il 28 maggio dello scorso anno, un gruppo di quasi 50 richiedenti asilo che erano già sbarcati sull'isola greca di Lesbo ha contattato la Ong norvegese Aegean Boat Report, inviando foto e un messaggio WhatsApp che mostrava la loro posizione vicino alla capitale dell'isola, Mitilene.

Ore dopo, alcuni del gruppo sono stati trovati dalla guardia costiera turca in mare in zattere di salvataggio arancioni. Questo caso è stato poi registrato nel database di Frontex come un "impedimento alla partenza". Fonti di Frontex hanno confermato ai giornalisti che hanno condotto l’indagine che i respingimenti illegali nell'Egeo finiscono nel database di Jora come "prevenzione della partenza" e gruppi per i diritti umani hanno definito i pushback nell'Egeo "sistematici".

La Grecia e Frontex negano le accuse di respingimenti e dicono che i loro funzionari rispettano la legislazione sui diritti umani, ma c'è stata una crescente pressione sul direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri, e l'Ue ha congelato parte del suo budget mentre le accuse vengono indagate. Le accuse nei confronti dell’agenzia dell’Ue non sono nuove.

Già ad ottobre, in seguito alla pubblicazione di un’inchiesta durata otto mesi sui respingimenti illegali dei migranti che tentano di entrare in Europa, condotta sempre dal collettivo giornalistico, il Parlamento europeo aveva chiesto il congelamento dei fondi all'agenzia. Nell'inchiesta di ottobre, tra le altre cose, erano state pubblicate anche immagini di violenze ai confini della Croazia, operate dalle guardie pagate anche con i soldi comunitari.

Lo scorso anno, un’indagine aveva rivelato come che gli Stati comunitari, supportati da Frontex, avrebbero fatto ricorso a operazioni illegali per fermare quasi 40mila richiedenti asilo che cercavano di attraversare il Mediterraneo. In quell’occasione il Guardian, che aveva condotto l'indagine, aveva parlato di persone picchiate, derubate, abusate sessualmente, spogliate e lasciate addirittura in mare. Frotex aveva respinto le accuse affermando che "le autorità, inclusi noi” avessero fatto “tutto ciò che era umanamente possibile per salvare i migranti".

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