Repubblica Ceca come gli Usa: vuole il diritto alle armi nella costituzione

Un emendamento chiede di inserire nella Carta del Paese la difesa personale con un'arma da fuoco nell'elenco delle libertà fondamentali

Un negozio di armi negli Usa - foto Ansa EPA/TANNEN MAURY

La costituzione della Repubblica ceca potrebbe resto avere il suo “Secondo emendamento”, come quello degli Stati Uniti che dà ai cittadini il diritto di portare armi. Il governo guidato dal liberale conservatore Andrej Babiš, ha dato il proprio sostegno alla modifica della Carta del Paese per aggiungere il diritto di difendere se stessi e gli altri con un'arma da fuoco all'elenco dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

L'emendamento

L'emendamento è stato inizialmente proposto dal Senato dopo aver ricevuto una petizione con oltre 100mila firme che temono i potenziali impatti della direttiva Ue in materia, che rende più complicato l'acquisto e il possesso di armi da fuoco nell'Unione. Inizialmente il governo sembrava avere assunto una posizione neutrale sulla questione, ma poi ha deciso di sostenere il provvedimento. La scelta di Praga arriva nonostante gli esperti dell'esecutivo abbiano sconsigliato il cambiamento che, affermano in un documento, “in alcune parti della cittadinanza, far passare un simile cambiamento costituzionale potrebbe portare a una visione fuorviante secondo cui i limiti dell'autodifesa sono stati ampliati”.

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Lo scontro con Bruxelles

La Repubblica ceca si era rivolta alla Corte di giustizia europea contro il divieto di fucili semiautomatici per uso privato introdotto dopo attacchi terroristici nel 2015. Ma La Corte ha stabilito con una sentenza lo scorso dicembre che le misure adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio "nella direttiva impugnata non comportano violazioni dei principi di attribuzione di poteri, proporzionalità, certezza del diritto, tutela del legittimo affidamento o non discriminazione come asserito dalla Repubblica ceca a sostegno della sua azione ". Adesso la speranza di Praga è di poter non dover rispettare tutti gli obblighi della direttiva grazie a questo cambio costituzionale, che però non sarà semplice da portare avanti visto che per poter passare dovrà essere sostenuto da tre quinti dei deputati in entrambe le Camere del Parlamento.

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