Flop Renzi in Ue? Nessun eurodeputato esce dal Pd (per ora)

A Strasburgo, alcuni parlamentari considerati fino a poco tempo fa fedelissimi dell’ex-premier smentiscono il loro abbandono ai dem e si dicono “sconcertati e dispiaciuti” per l’addio del leader

La scissione dal Partito democratico annunciata dall’ex-segretario e ex-premier Matteo Renzi avrebbe colto di sorpresa gli europarlamentari dem, riuniti a Strasburgo durante la sessione plenaria. “Per me è una sofferenza, anche personale ma per ora non voglio dire di più”, ammette Simona Bonafè, considerata tra le più forti sostenitrici del leader toscano. “Oggi ci siamo confrontate con Bonafè e Picierno", afferma invece Alessandra Moretti, anche lei molto vicina all’ex-premier, che poi sottolinea: “Ci sarà una riflessione ma in questo momento prevale il dispiacere”. Non sembra per niente addolorato, invece, l’europarlamentare “ripescato” Nicola Danti.

Un ritorno inaspettato

Il ritorno di Danti nelle aule parlamentari di Strasburgo è frutto del capovolgimento di fronte a Palazzo Chigi di questa estate. Dopo il primo mandato all’Eurocamera, Danti era arrivato solo sesto alle elezioni di fine maggio nelle liste del Pd della circoscrizione Italia-centrale, secondo dei non eletti. La rinuncia del seggio nel Centro da parte di Pietro Bartolo, che scelse di tenere quello vinto nella circoscrizione Isole, aveva quindi aperto le porte del Parlamento europeo a un altro escluso di peso, Roberto Gualtieri. Nessuno avrebbe immaginato che nel giro di pochi mesi Gualtieri avrebbe a sua volta ceduto il seggio dell’Eurocamera per andare a rivestire l’incarico di ministro dell’Economia del neonato Governo Pd-M5s. Da qui il ritorno di Danti nell’Aula di Strasburgo, applaudito dai colleghi al momento della nomina.

Chi potrebbe lasciare il Pd

Danti è un fedelissimo di Renzi dai tempi de La Margherita. Una vicinanza che lo mette in cima alla lista degli indiziati che potrebbero lasciare il Pd per entrare nel nuovo soggetto politico che sarà annunciato alla kermesse della Leopolda. Tra gli addii al Pd da non escludere ci sono anche quelli delle europarlamentari “renziane” Bonafè, Picierno e Moretti, nonostante le smentite delle dirette interessate. Deterrente alla fuoriuscita dal Pd per gli europarlamentari eletti a fine maggio è l’appartenenza al gruppo Socialisti & Democratici, il secondo per numero di membri all’Europarlamento. 

L'approdo nei liberali

Il “porto sicuro” per gli eventuali ex-dem a Strasburgo sarebbe il gruppo centrista Renew Europe, nel quale siedono gli europarlamentari francesi di En Marche!, il partito guidato da Emmanuel Macron. Ma non è detto che i fuoriusciti del Pd non restino tra le fila dei Socialisti: era già successo nella passata legislatura con Sergio Cofferati, tra gli altri, ed è già successo di recente con Carlo Calenda.

La visita di Macron

Macron, intanto, domani sarà a Roma per incontrare Sergio Mattarella e Giuseppe Conte. Archiviate le tensioni tra Italia e Francia che avevano caratterizzato il Governo gialloverde, il presidente francese torna a Roma in un clima politico decisamente cambiato. E dove un ex-premier ha appena annunciato di voler fondare un nuovo partito di chiara ispirazione macroniana.

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