La proposta di Renzi: Merkel presidente del Consiglio europeo

L'ex premier: “Gli europei dovrebbero andare in processione a chiederglielo”. E critica l'Alto rappresentante Mogherini, che lui volle in quel ruolo: “Il suo impatto sulla politica estera quasi nullo”

Foto European Council

La carriera di Angela Merkel alla guida del governo tedesco si concluderà nel 2021, quando scadrà il suo ultimo mandato di cancelliera. Ma la ex leader della Cdu può ancora dare molto alla politica europea e dovrebbe guidare una delle istituzioni comunitarie. È l'ex presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, ad avanzare la proposta nel suo libro che uscirà questa settimana intitolato “Un'altra strada”. “Sarebbe auspicabile che una figura di primo piano come Angela Merkel, che nei prossimi mesi lascerà la Cancelleria dopo tre lustri di leadership ininterrotta, potesse continuare a servire l’Europa in un’altra veste. Merkel potrebbe sicuramente essere una personalità adatta a guidare la politica estera, ma anche alla presidenza del Consiglio europeo", scrive il senatore Pd secondo quanto anticipato dal Financial Times.

Merkel per il dopo Tusk

Lo stesso Renzi, presentando il libro all'associazione della Stampa estera a Roma, ha dichiarato che “gli europei dovrebbero andare in processione a chiedere ad Angela Merkel di fare il presidente del Consiglio europeo”, aggiungendo “non so se lo faranno". Renzi vede la cancelliera succedere al polacco Donad Tusk in uno dei ruoli più delicati di Bruxelles, quello della gestione del consesso che vede riuniti i capi di Stato e di governo dell'Ue.

Le critiche a Mogherini

Ma Renzi parla anche di Merkel come Alto rappresentante, ruolo che adesso è ricoperto dall'italiana Federica Mogherini, che lui stesso volle fortemente in quella posizione. Ma ora l'ex premier critica la sua compagna di partito, affermando addirittura che il suo "impatto sulla politica estera europea è sfortunatamente stato vicino a zero su quasi tutti i dossier più importanti". Per questo, a aggiunto, “mi assumo parte della responsabilità, essendo stato tra i promotori delle candidatura”. Vedremo, conclude, se dopo le elezioni europee di maggio “i leader europei, i cui predecessori 10 anni fa si sono rifiutati di nominare Tony Blair per quel ruolo, avranno più coraggio".

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