Stretta di Londra sui migranti: con la Brexit niente asilo a quelli intercettati in mare o in arrivo dall’Ue

Ok del Regno Unito al provvedimento pensato per rispedire in Europa chi chiede protezione internazionale perché in fuga da guerre o situazioni di pericolo. Ma gli esperti fanno notare che il provvedimento non farà altro che ritardare le procedure, lasciando i profughi nell'illegalità

Un peschereccio al largo della costa di Calais. Photo by Nilfanion (commons.wikimedia.org)

I primi sconfitti dalla sempre più probabile Brexit senza accordo saranno i richiedenti asilo in arrivo nel Regno Unito dopo essere passati per un Paese Ue. Un provvedimento approvato in fretta e furia da Londra lo scorso 10 dicembre modifica infatti la disciplina di trattamento delle domande d’asilo politico in una maniera ritenuta illegittima e inutile da parte di alcuni esperti di diritto internazionale. 

La decisione di Londra

A partire dal 1 gennaio 2021 il Regno Unito inizierà a considerare “inammissibili” le richieste d’asilo di ogni migrante che “ha viaggiato o ha un collegamento con un Paese terzo sicuro”. La decisione “includerà le persone provenienti da Stati membri dell’Ue”, precisa il Governo britannico. Le modifiche impediranno inoltre a chi ha i requisiti per la protezione internazionale di presentare una richiesta d'asilo nelle acque territoriali del Regno Unito. Una scelta, quest’ultima, mirata a fermare gli arrivi di imbarcazioni provenienti dalle coste francesi (in particolare da Calais), un fenomeno in forte aumento nel 2020. 

Le conseguenze

Per Londra tale decisione consente alle autorità di rimpatriare i richiedenti asilo respinti non solo nei Paesi sicuri attraverso i quali hanno viaggiato, ma anche in qualsiasi altro Paese che accetti di riceverli. Il provvedimento ha subito scatenato polemiche legate sia al contenuto che al metodo con cui è stato adottato. Un articolo del Guardian sottolinea infatti come la riforma, che va a toccare il futuro di tante persone, sia stata pubblicata online senza alcuna conferenza stampa o un annuncio pubblico, ma solo accompagnata da un memorandum riassuntivo.

Le critiche

Quanto al merito del provvedimento, gli esperti di diritto fanno notare che, anche con le modifiche approvate, il Governo britannico potrà considerare inammissibile la domanda d’asilo di un migrante che è passato per l’Europa solo se il richiedente verrà accettato per il rimpatrio dal Paese terzo attraverso il quale ha viaggiato o da un altro Stato sicuro. L’argomento viene usato da chi definisce inutile la nuova politica migratoria britannica, che molto probabilmente avrà il solo effetto di ritardare le procedure d’asilo lasciando i rifugiati nel limbo burocratico o nell’illegalità.

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