Sabato, 24 Luglio 2021
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Record di sbarchi nel Regno Unito, e Londra decide di pagare Parigi per fermare i migranti

In due giorni sono arrivate sulle coste oltre 700 persone, mai così tante. Alla Francia 62 milioni di euro per raddoppiare i controlli sui trafficanti di esseri umani

Il Regno Unito è determinato a fermare gli ingressi irregolari di migranti con gli sbarchi che hanno raggiunto livelli mai visti prima. Nei primi due giorni di questa settimana oltre 700 persone sono arrivate sulle coste inglesi con imbarcazioni di fortuna, 287 ieri e ben 430 di lunedì, un record per un solo giorno. Da gennaio sono arrivati almeno 8.452 migranti dalla Francia, superando il totale per tutto il 2020 che è stato di 8.417.

L'accordo

Per provare a porre fine a questa situazione la Segretaria di Stato all'Interno britannica, Priti Patel, ha siglato ieri sera un nuovo accordo con il suo omologo francese Gerland Darmanin, in base al quale Londra fornirà 62,7 milioni di euro in più Parigi nel tentativo di impedire ai migranti di lasciare la costa francese. I soldi, che si aggiungono ai 25 milioni di sterline pagati l'anno scorso, serviranno a raddoppiare a circa 200 al giorno il numero dei poliziotti che pattuglieranno le spiagge francesi nel tentativo di impedire che le bande di trafficanti organizzino viaggi attraverso la Manica, facendosi pagare circa 3mila euro a persona in media per i viaggi della speranza che spesso finiscono in tragedia. In base all'accordo Parigi amplierà non solo la presenza della polizia ma anche l'uso della tecnologia di sorveglianza su un'area più ampia della costa nord francese e Londra spera che il numero di persone intercettato prima che raggiungano le acque britanniche possa aumentare dal 50 per cento all'80 per cento.

Guardia costiera in difficoltà

“Le ultime 24 ore non sono state normali. La marina, la guardia costiera e diversi pescherecci sono stati coinvolti nel recupero di migranti in mare a causa del loro obbligo di aiutare le navi in difficoltà", ha affermato Patel, lei stessa figlia di rifugiati accolti dal Regno Unito negli anni Sessanta . “Dire che le forze di frontiera sono in affanno è un eufemismo. Non solo quelli che lavorano in mare sono seriamente sovraccarichi, ma anche quelli che lavorano a terra”, ha aggiunto.

La stretta sui migranti

Fermare i barconi prima che arrivino per il governo di Boris Johnson, che ha fatto della lotta all'immigrazione irregolare una delle sue bandiere, adesso è ancora più importante in quanto con la Brexit, dal premier fortemente voluta, la Gran Bretagna non fa più parte del regolamento di Dublino e quindi gli Stati membri dell'Ue non sono più obbligati ad accogliere i rifugiati che sono entrati in Europa attraverso il loro territorio. Sempre nell'ottica della stretta sugli ingressi irregolari Westminster sta discutendo una riforma della legge sull'asilo ed ha in programma di aumentare a quattro anni, dagli attuali sei mesi, la pena detentiva per i migranti che cercano di entrare irregolarmente nel Paese e di portare all'ergastolo - dagli attuali 14 anni di reclusione - la condanna massima inflitta ai trafficanti.

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