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Venerdì, 27 Gennaio 2023
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Regno Unito stanco degli sbarchi: "Respingeremo i barconi in mare"

Londra sta studiando escamotage legali per consentire alla sua Guardia costiera di riportare le imbarcazioni in acque francesi, ma Parigi non ha alcuna intenzione di riprendere i migranti

Boris Johnson è intenzionato a mostrare di essere pronto a usare il pugno durissimo contro l'immigrazione irregolare, come promesso in campagna elettorale, e lo è al punto da aver deciso di autorizzare i respingimenti in mare dei barconi provenienti dalla Francia, con una mossa che rischia di creare ulteriori tensioni con Parigi.

"Usare ogni possibile tattica"

Il governo di Londra sta studiando delle modifiche alla sua interpretazione del diritto internazionale marittimo, per consentire alla Guardia costiera di intercettare le imbarcazioni e riportarle in acque francesi. Parlando ai Comuni ieri Johnson ha assicurato di essere pronto a “usare ogni possibile tattica a nostra disposizione per fermare quello che ritengo essere un traffico vile e una manipolazione delle speranze delle persone”. Sempre ieri la segretaria di Stato all'Interno, Priti Patel, ha incontrato a margine del G7 il suo omologo di Parigi, Gerald Darmanin, a cui ha chiesto di fare di più per fermare le partenze, affermando che le cose al momento “non funzionano” come dovrebbero, e minacciando di mettere in discussione il contributo da 60 milioni di sterline offerto nell'ambito di un'intesa con la Francia sottoscritta a luglio per cofinanziare le spese sui controlli della costa allo scopo di per fermare i trafficanti di esseri umani. Ma Darmanin ha dichiarato che "la Francia non accetterà alcuna pratica contraria al diritto del mare, né alcun ricatto finanziario", chiedendo alla Gran Bretagna di "mantenere gli impegni presi".

Migranti buoni e migranti cattivi

Sbarchi record

La linea dura del Regno Unito arriva mentre il numero di migranti che raggiungono le coste britanniche sta per superare la soglia dei 14mila quest'anno, una cifra record e molto più alta rispetto agli 8.400 dell'intero anno scorso. La Segretaria di Stato britannica Patel ha puntato il dito contro “la riduzione delle percentuali di intercettazioni” di imbarcazioni da parte dei francesi, e ha chiesto di “fare di più”. Da parte sua Darmanin ha sottolineato che la pressione migratoria sui confini della Francia "non è mai stata così grande", e ha anzi rivendicato il fatto che sarebbero stati fermati il 57 per cento dei migranti in partenza, quindi oltre diecimila. Il ministro di Parigi ha spiegato che i trafficanti, che “stanno diventando sempre più violenti”, stanno utilizzando anche nuove tattiche per sfuggire ai controlli. Una di queste sarebbe quella di far partire una piccola imbarcazione facilmente intercettabile e carica di persone vulnerabili. In questo modo distraggono la Guardia Costiera facendo poi partire in altre parti del paese imbarcazioni più grandi che sfuggirebbero così ai controlli.

Il diritto internazionale

Addestramenti della Guardia costiera, supervisionati dalla Royal Marines, su come mettere in atto la nuova strategia pensata da Patel, lei stessa figlia di rifugiati accolti dal Regno Unito negli anni Sessanta, sarebbero già in corso da tempo. La Guardia costiera ha detto ai ministri che sarà in grado di attuare i “respingimenti” solo quando lo riterrà sicuro. È probabile queste operazioni siano limitate a barche di migranti più robuste e più grandi e utilizzate solo in "circostanze molto limitate", ha spiegato una fonte al Telegraph. Secondo l'interpretazione della legge marittima francese, alla guardia costiera e alla marina è vietato intercettare imbarcazioni a meno che le persone a bordo non richiedano assistenza, il che è raro dato che i migranti stanno cercando di raggiungere la costa inglese.

I respingimenti

I britannici puntano invece a fare proprio questo, ma devono rispettare anche loro il diritto del mare. Secondo quanto sostenuto dagli esperti legali di Londra ci sarebbe una finestra "limitata" per attuare la tattica e solo a determinate condizioni. Questi includerebbero la garanzia che la barca di migranti in questione non corra il rischio di affondare o capovolgersi, non sia sovraffollata e sia in grado di tornare in Francia. Se ci saranno queste condizioni le navi britanniche intercetteranno il barcone e lo riporteranno in acque francesi, avvisando la guardia costiera della nazione che c'è una barca in pericolo nel suo territorio. E a quel punto i francesi sarebbero obbligati a intervenire. Il governo francese ha avvertito però che la mossa avrebbe “un impatto negativo sulla nostra cooperazione”, sostenendo che si rifiuterà di riprendere i migranti respinti in mare, tranne che loro stessi non lo chiedano.

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