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Venerdì, 27 Maggio 2022
Regno Unito

Londra vuole pagare l'Albania perché accolga i migranti che arrivano nel Regno Unito

Tutti gli irregolari che sbarcano sulle coste del Paese sarebbero deportati nel Paese balcanico dove le loro domande di asilo verrebbero esaminate

Gli immigrati che provano a entrare in maniera irregolare nel Regno Unito potrebbero presto essere deportati in Albania, dove verrebbero mandati in appositi centri di detenzione in cui sarebbero processate le loro domande di asilo politico. È l'ultimo piano su cui sta lavorando Londra mentre il numero di sbarchi sull'isola è arrivato a livelli record. Giovedì scorso sono arrivare sulle coste inglesi, attraversando la Manica su imbarcazioni di fortuna, 1.185 persone, mai così tante in passato. Due giorni prima ne erano arrivate altre mille e in generale dall'inizio dell'anno gli sbarchi sono raddoppiati.

Il premier Boris Johnson ha promesso di fermare l'immigrazione irregolare nel Paese, ma finora i piani messi a punto dalla Segretaria di Stato all'Interno, Priti Patel, sono falliti. Prima la donna, lei stessa figlia di rifugiati indiani scappati dall'Uganda negli anni Sessanta, aveva pensato di deportare i migranti irregolari in uno dei territori d'oltremare britannici nell'oceano Atlantico, ma la cosa era logisticamente, prima ancora che dal punto di vista del diritto, molto complicata. Poi ha stretto un patto con la Francia, concordando di pagare Parigi per aumentare i controlli sulle partenze, ma i risultati sperati tardano a farsi vedere e i trafficanti di esseri umani sembrano essere più bravi della polizia di frontiera d'oltralpe. Poi Patel ha addirittura chiesto ai funzionari del governo di studiare un modo per consentire i respingimenti in mare senza violare il diritto internazionale, ma la cosa è risultata impossibile.

Adesso, come riporta il Times, a quanto pare le speranze del governo sono riposte in un accordo con Tirana che sarebbe in corso di negoziazione dietro le quinte. I migranti intercettati sulle spiagge inglesi sarebbero inviati entro sette giorni in Albania, dove le loro domande di asilo sarebbero analizzate, e poi nel Regno Unito verrebbe riportato solo chi otterrebbe la protezione internazionale. Per l'Unione europea sarebbe un grosso smacco visto che da anni Bruxelles sta provando, senza successo, a esternalizzare a Paesi terzi la gestione delle domande d'asilo dei migranti che vogliono entrare in Europa, e ora una cosa del genere potrebbe farla per il Regno Unito della Brexit proprio un Paese che punta all'ingresso nell'Unione. "L'elaborazione offshore è la nostra migliore speranza ora, poiché nient'altro funziona", ha detto un ministro al Times. Tuttavia, fonti del Ministero dell'Interno sono state caute su qualsiasi accordo, descrivendo le discussioni come "appena agli inizi", anche se invece un altro ministro ha detto al giornale che le possibilità di un'intesa con l'Albania “sono buone”.

Il piano però costerebbe caro a Londra, visto che tra volo e i contributi da dare allo Stato balcanico per farsi carico delle spese di accoglienza sarebbero intorno alle centomila sterline, più del doppio di quanto costa in Inghilterra e Galles tenere rinchiuso un detenuto per un anno. Le indiscrezioni riportate dal Times sono state in parte confermate dal vicepremier, Dominic Raab, che proprio alla radio del giornale ha detto: "Stiamo esaminando partnership internazionali che possano portare l'elaborazione” delle domande d'asilo, “fuori dal Regno Unito al fine di cercare di ridurre il fattore di attrazione". A Sky News, quando gli è stato chiesto se le persone sarebbero state trasferite in aereo in Albania, ha risposto: "Beh, questo è un Paese, ma siamo disposti a esaminare con altri partner se è possibile eseguire questo trattamento internazionale".

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