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Giovedì, 20 Gennaio 2022
LONDRA / Regno Unito

Regno Unito nel caos: governo sotto accusa per il Partygate e monarchia in imbarazzo

Mentre si allarga il fronte interno ai Conservatori che chiedono a Johnson di farsi da parte, il figlio di Elisabetta II è stato privato dei titoli nobiliari e dovrà difendersi dalle accuse di molestie sessuali in tribunale

Le scuse di Boris Johnson non sono servite a molto. I tabloid britannici di questa mattina, anche quelli tradizionalmente più vicini ai conservatori, concordano che “la festa è finita” e l’esuberante premier rischia la poltrona a causa di altri due party in pieno lockdown e per giunta alla vigilia dei funerali dei principe Filippo, il marito della regina scomparso lo scorso 9 aprile. Chi invece ha già perso tutte le cariche, ed è stato privato dei titoli nobiliari e di quelli militari, è il principe Andrea. Il terzo figlio di Elisabetta II non potrà più chiamarsi “Sua altezza reale” per via della bassezza delle accuse per molestie sessuali che gli vengono mosse negli Stati Uniti, e dovrà difendersi "come un comune cittadino". 

Le due vicende che hanno sconvolto e irritato l’opinione pubblica del Regno Unito rischiano di dare il via a una crisi non dapoco nell’ex Paese Ue. A chiedere le dimissioni di Johnson non sono più i soli politici dell’opposizione laburista, ma molti tra gli stessi compagni di partito del premier. Alla prima richiesta arrivata dal numero uno dei Conservatori scozzesi, Douglas Ross, si sono associati i deputati di maggioranza Roger Gale, Caroline Nokes e William Wragg, emolti membri della Cmaera dei Lord, altri potrebbero farsi avanti a breve. Oltre allo scontento interno ai Tory, il premier deve affrontare l’indignazione di un Paese rappresentata simbolicamente dall’improvviso pianto del deputato nordirlandese di centrodestra, Jim Shannon, che non è riuscito a trattenere le lacrime mentre interveniva alla Camera dei Comuni durante un dibattito parlamentare proprio sulle feste illegali organizzate nella sede del governo britannico, al numero 10 di Downing Street. Shannon si è commosso nel ricordare che sua suocera era “morta da sola” di Covid-19 mentre il leader della maggioranza partecipava alle feste private in barba alle regole. La voce spezzata del parlamentare che conclude a fatica l’intervento è stata paragonata allo stato d’animo di un Paese che si sente tradito dal suo stessoleader.

Il Regno Unito non è nuovo a momenti di crisi politica, specie negli ultimi sette anni nei quali ci sono state tre elezioni generali e altrettanti primi ministri. Ma a differenza dei precedenti momenti d’instabilità, questa volta c’è un ulteriore fattore che sta generando il caos istituzionale. La corona britannica, anziché fare da stampella al governo in crisi di credibilità, si trova invece a fare i conti con lo scandalo tutto interno alla casa reale. Il principe Andrea è infatti stato privato dei titoli nobiliari e delle cariche militari che si era guadagnato in 22 anni al servizio delle forze armate di Sua maestà la regina Elisabetta II, sua madre. Il principe ha fatto sapere di aver rinunciato a tutte le cariche per potersi difendere “come privato cittadino” nel processo che lo vedrà imputato per abusi sessuali, una celta la sua obbligata e non certo spontanea. La Casa reale non poteva farsi trascinare nel fango insieme a lui. La sua accusatrice, l’americana Virginia Giuffre, è stata una delle vittime del traffico internazionale di minorenni messo su da Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell. Uno scandalo che ha sconvolto gli Stati Uniti e che ora sta mettendo in imbarazzo la corona britannica.

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