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Martedì, 29 Novembre 2022
Cambio di rotta / Regno Unito

Il Regno Unito ora vuole riavvicinarsi all'Unione europea

La nuova premier Liz Truss non solo ha annunciato di voler prender parte al primo appuntamento della nuova comunità politica europea, ma sembra voglia anche ospitare il secondo incontro a Londra

Il Regno Unito vuole seppellire l'ascia di guerra e provare a riavvicinarsi all’Unione europea. Dopo mesi e mesi di polemiche legate agli strascichi della Brexit, e soprattutto al non ancora risolto prblema del protocollo per l'Irlanda del Nord, arrivano i primi segnali di riconciliazione. Secondo quanto riportato da Politico, Liz Truss, neo prima ministra, avrebbe non solo annunciato la sua volontà di voler prender parte al primo appuntamento della nuova Comunità politica europea, ma di essere intenzionata ad ospitare il secondo incontro proprio a Londra.

La Comunità politica europea, è il nuovo organismo internazionale nato da un'idea del presidente francese Emmanuel Macron accolta con favore dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ed è pensata come strumento per superare le divisioni interne all'Ue sull'allargamento a nuovi Stati membri. L’obiettivo dichiarato di Macron è quello di creare una nuova forza geopolitica basata sui valori Ue, creare una piattaforma di dialogo e cooperazione politica in risposta anche alle mire egemoniche della Russia (ma anche della Cina) e accogliere nella “famiglia europea” gli Stati che oggi fanno parte dell'Europa solo geograficamente, senza passare per il macchinoso processo di adesione al blocco. Una sorta di confederazione europea nella quale, oltre ai 27 Paesi Ue potrebbero entrare tutti gli Stati che aspirano all’ingresso: dall’Ucraina alla Moldavia, passando per la Georgia e la Bosnia ed Erzegovina, ma includendo anche chi preferisce stare fuori dall'Ue, come la Norvegia e la Svizzera.

In un primo momento, quando Truss ed Emmanuel Macron discussero della possibilità di creare una comunità politica che includesse il Regno Unito, quest’ultimo si mostro riluttante all’idea. Il governo inglese voleva evitare di rientrare in qualcosa di troppo simile all’Ue. Le controversie sulla Brexit, incluso il disaccordo sulle regole commerciali per l'Irlanda del Nord, avevano fatto si che Londra prendesse sempre più le distanze dall’Unione europea. Ma la guerra in Ucraina e la crisi energetica hanno fatto cambiare idea al governo del Paese.

Questa settimana il partito laburista di opposizione ha esortando Truss a partecipare alla riunione che si terrà il 6 ottobre a Praga, in Repubblica Ceca, prima del Consiglio europeo informale, e verterà proprio sul conflitto in Ucraina e sulla crisi dell’energia. “Questi sono i nostri alleati, i nostri partner, c'è la guerra in Europa. Certamente ci andrei”, ha detto il portavoce degli affari esteri del Labour, David Lammy. Secondo quanto riportato da alcuni funzionari inglesi a Politico il Regno Unito vorrebbe modificare il nome della comunità in "Forum politico europeo".

Per Truss, spiega Politico, la mossa di rientrare in un progetto politico europeo è un'opzione ad alto rischio in un momento delicato. Il suo partito conservatore euroscettico l'ha scelta come nuovo leader meno di un mese fa e sta già combattendo per salvarsi la pelle dopo le prime settimane disastrose. Con il Regno Unito che sta affrontando una crisi finanziaria totale grazie all'annuncio di Truss di tagli fiscali radicali, non può permettersi di far arrabbiare i suoi colleghi. Resta da vedere fino a che punto i membri conservatori, gli elettori e i colleghi in parlamento sostengono il suo piano per avvicinarsi ancora una volta all'Europa. L'ex ministro del Gabinetto David Lidington - che sostenne il Remain all’epoca del referendum - ha detto giovedì sera che una tale mossa sarebbe uno "sviluppo molto gradito".

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