Regno Unito, con la Brexit meno turisti dall'Ue. Ma crescono gli arrivi da Cina e Usa

Secondo i dati di Visit Britain, nei primi nove mesi del 2017 il turismo è cresciuto del 7% anche grazie al calo della sterlina provocato dall'esito del referendum. In calo invece i visitatori da Italia, Francia e Germania. Intanto, Ryanair si tutela in caso di un mancato accordo tra Bruxelles e Londra

Visit Britain

La Brexit ha allontanato i turisti europei, ma ha anche provocato un calo della sterlina che ha reso conveniente per cinesi e statunitensi le vacanze nel Regno Unito. E cosi', grazie all'aumento dei visitatori extra-Ue, nei primi nove mesi del 2017 le mete britanniche hanno registrato un +7% di crescita degli arrivi

E' quanto emerge dai dati di Visit Britain. Dal giugno 2016, ossia dal referendum che ha sancito l'uscita del Regno Unito dall'Ue, al 30 settembre 2017 c'è stata una diminuzione del 4% per gli arrivi da Francia, Germania e Italia. Secono un sondaggio effettuata dalla stessa Visit Britain, il calo è dovuto anche a una certa diffidenza dei turisti europei a seguito del divorzio.

Di sicuro, a seguito della Brexit, la sterlina è calata e questo ha reso più vantaggioso per i turisti di Cina e Stati Uniti visitare il Regno Unito: si spiega anche cosi' il dato complessivo dei primi nove mesi del 2017 che segna un aumento del 7% degli arrivi, con un numero record di 30,2 milioni di visitatori

Ryanair ci ripensa

Intanto, dopo aver annunciato il possibile abbandono dei voli interni al Regno Unito nel caso di una “hard” Brexit, ossia un divorzio senza un chiaro accordo commerciale tra Londra e Bruxelles, Ryanar sembra aver cambiato idea: secondo quanto rivelato dal Financial Times, la compagnia irlandese ha fatto domanda alle autorità britanniche per ottenere un certificato di operatore aereo (Coa) e continuare cosi' la sua attività coi voli interni nel paese anche nel caso di una “hard” Brexit.

Anche altre compagnie aeree europee hanno fatto lo stesso, come Wizz Air. Mentre la britannica Easyjet si è mossa in senso opposto, creando Easyjet Europe, una nuova compagnia con sede a Vienna che consentirà di evitare contraccolpi sui voli interni all'Ue.

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