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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Lo studio / Regno Unito

Le regioni inglesi in cui ha trionfato la Brexit ora esportano anche di più in Ue

Una ricerca rivela che il blocco rimane la destinazione "principale" per il commercio del Regno Unito

Le regioni del Regno Unito che hanno votato più massicciamente per la Brexit hanno aumentato la loro dipendenza economica dall’Ue.Lo rivela l'Annual Regional Manufacturing Outlook pubblicato da Make Uk, che rappresenta i produttori nel Regno Unito, e dalla società di consulenza aziendale Bdo.

Il rapporto esamina il contributo del settore manifatturiero alle economie di ogni regione inglese. Analizza sia i dati ufficiali più recenti, sia i dati trimestrali di Make UK su un'ampia gamma di indicatori, tra cui produzione, ordini, occupazione e intenzioni di investimento. L'analisi dei dati ufficiali del 2021 mostra che l'Ue rimane il mercato dominante per i beni del Regno Unito, con un livello medio complessivo del 49 per cento delle esportazioni verso il blocco.

Alcune delle regioni che hanno votato per la Brexit hanno registrato i maggiori aumenti nella quota delle loro esportazioni manifatturiere destinate all'Ue. Il Galles (+2 per cento), il Nord Est (+2 per cento), le East Midlands (+3 per cento) e l'Est dell'Inghilterra (+2 per cento) hanno visto aumentare la loro quota di esportazioni manifatturiere verso l'UE, mentre lo Yorkshire e Humber è rimasto invariato. Anche il Sud-Ovest, la Scozia e l'Irlanda del Nord (he ha votato contro la Brexit ma ha accesso al mercato unico grazie a un protocollo speciale) hanno visto aumentare le loro quote.

Dato che l'Ue rimane di gran lunga la destinazione più importante per le esportazioni di beni del Regno Unito, Make UK ritiene essenziale che il nuovo premier che dovrà sostituire Boris Johnson prenda misure immediate e positive per rinnovare le relazioni commerciali con il blocco e rinnovare il sostegno supplementare per aumentare le esportazioni, soprattutto per le Pmi.

Commentando lo studio, Verity Davidge, direttrice delle politiche di Make UK, ha dichiarato: "Nonostante si parli di 'Gran Bretagna globale', la storia dimostra che la geografia è sempre il principale fattore determinante del commercio. L'Ue sarebbe sempre rimasta la destinazione principale per i produttori che sembrano essere sempre più, e non meno, dipendenti da questo mercato. Di conseguenza, è fondamentale che il governo prenda provvedimenti per reimpostare le relazioni commerciali con il blocco e, laddove possibile, faciliti e semplifichi gli scambi per incrementare le esportazioni, in particolare per le Pmi".

La direttrice ha inoltre esortato il governo a trovare un accordo con l'Ue sul protocollo per l'Irlanda del Nord e a scongiurare una potenziale guerra commerciale. Johnson e Liz Truss, che è la terza favorita per diventare il nuovo primo ministro nella corsa alla leadership dei Tory, hanno presentato il mese scorso una legge per strappare parti del protocollo, che l'Ue ha avvertito potrebbe portare all'imposizione di tariffe su una serie di beni britannici.

Il nord-est è risultato il più performante per quanto riguarda la crescita del settore manifatturiero, grazie alla domanda di prodotti farmaceutici e chimici, tuttavia, questa crescita è strettamente legata alla pandemia ed è improbabile che si ripeta la "crescita esplosiva" registrata. Il sud-ovest ha registrato il saldo più debole per quanto riguarda gli ordini e le intenzioni di investimento, mentre il Galles, sede di Airbus e di un ampio settore agricolo, ha registrato la performance media più debole per quanto riguarda la produzione e la crescita dell'occupazione.

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