Reddito di cittadinanza per gli italiani all’estero, la Camera propone un fondo per chi rientra

Di Maio promette un sostegno per disoccupati e indigenti che si trovano oltre confine. Dalla deputata Siragusa arriva la proposta di un ulteriore supporto economico che incoraggi il ritorno in patria

Un fondo di solidarietà che convinca gli italiani all’estero che si trovano in difficoltà economica a tornare a casa. È quanto prevede un ordine del giorno approvato alla Camera lo scorso 21 marzo su proposta di Elisa Siragusa, deputata del Movimento cinque stelle eletta nella circoscrizione Europa.

A una settimana dall’ok di Montecitorio all’idea della pentastellata, Di Maio assicura l’intenzione del Governo di voler estendere la misura di assistenza e reinserimento nel mondo del lavoro anche a coloro che risiedono all’estero. “Non c’è nessun volontà di escluderli”, ha affermato il vicepremier in visita negli Stati Uniti. Il ministro dello Sviluppo economico non ha però chiarito se intende lavorare sulla proposta della Siragusa, ovvero di un fondo che incoraggi il rientro, o di una forma di assistenza dedicata a chi continua a risiedere all’estero.

Rispondendo a una domanda di Stefano Vaccara della testata La Voce di New York, Di Maio si è limitato a spiegare che i requisiti di residenza in Italia per poter accedere al reddito sono stati inseriti “per evitare che l’effetto delle ondate migratorie, che adesso non ci sono ma potrebbero esserci nei prossimi anni, incidesse sulla spesa del reddito”. Per evitare, insomma, che potessero riceverlo troppi stranieri e pochi italiani.  Il decreto legge che ha introdotto il reddito di cittadinanza prevede infatti che possa beneficiarne solo chi è residente in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo. Ciò significa che gli iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire), pur in possesso di tutti i requisiti patrimoniali per ricevere il sussidio, devono aspettare due anni dopo il ritorno in Italia prima di poter entrare nel noto programma di reinserimento nel mondo del lavoro. “Gli italiani che vivono e lavorano all’estero sono più di cinque milioni”, spiega la Siragusa. “Tra questi - prosegue la deputata - ci sono anche delle situazioni complesse, persone che vivono una seria condizione di difficoltà economica”. 

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“Vogliamo aiutare questi italiani a rientrare nel nostro Paese”, sottolinea la pentastellata, che propone “l’istituzione di un fondo per sostenere il rientro degli italiani all’estero che si trovano in stato di disagiate condizioni economiche”. “In questo modo potranno sopperire all’impossibilità di poter beneficiare del reddito di cittadinanza nei primi anni ed ottenere un sostegno economico che gli permetterà di vivere in maniera dignitosa”, conclude la deputata. Dopo l’approvazione dell’ordine del giorno la palla è passata al Governo, che dovrà decidere se e con quali modalità verrà introdotto il fondo per gli indigenti e disoccupati iscritti all’Aire ma interessati a tornare in Italia. 

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