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Martedì, 30 Novembre 2021
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Il Recovery aiuta il Pil, ma non i lavoratori: Italia in ripresa e disoccupazione al 10%

Secondo le previsioni economiche della Commissione, il Belpaese ha agganciato il tasso di crescita europea grazie ai fondi in arrivo da Bruxelles. Ma l’Europa avverte: l’occupazione non tornerà ai livelli pre-crisi

Dopo decenni di performance economiche inferiori alla media europea, incluse diverse previsioni di crescita negli ultimi anni dove l’Italia è stata il fanalino di coda, il Pil tricolore potrebbe finalmente rimettersi al passo con quello degli altri Paesi Ue. È quanto emerge dalla previsioni economiche di primavera, pubblicate oggi dalla Commissione europea, che stimano la ricchezza del Belpaese in aumento del 4,2% nel 2021, esattamente la stessa percentuale della media di crescita Ue. “Già questa è una notizia”, ha commentato Paolo Gentiloni, commissario europeo all’Economia, in una breve chiacchierata coi giornalisti italiani subito dopo la presentazione delle stime al Palazzo Berlaymont di Bruxelles. A rimettere l’Italia sui binari europei di crescita economica è stato il piano Next Generation Eu, meglio noto come Recovery Fund, che - a detta di Gentiloni - permetterà di “aumentare il Pil dell'Ue di circa l'1,2% (rispetto al 2019, ndr)” per i primi anni di attuazione.

La ripresa delle ore lavorate

Peccato che lo stesso impatto positivo, almeno nel breve periodo, non si farà sentire nel mondo del lavoro. L’occupazione “in parte al riparo dallo shock pandemico” grazie ai programmi di Cassa integrazione, “dovrebbe aumentare solo nel 2022, quando la ripresa prenderà piede”, si legge nel capitolo delle previsioni dedicato all’Italia. I tecnici Ue hanno tracciato una distinzione tra ore lavorate, che rappresentano “un indicatore più affidabile per il rallentamento indotto dalla pandemia nel mercato del lavoro” e tasso di disoccupazione, influenzato dal numero altalenante di persone che cercano lavoro. L’ammontare di ore lavorate “è diminuito dell'11% nel 2020”, ma dovrebbe riprendersi rapidamente “una volta allentate le restrizioni all’attività”, ancora oggi imbrigliata a regole di distanziamento, limiti al lavoro al chiuso e coprifuoco. 

Disoccupazione al 10%

“Il tasso di disoccupazione - si precisa nel documento Ue - dovrebbe rimanere intorno al 10% nel periodo di previsione”, ovvero fino alla fine del 2022, “a causa del ritorno della forza lavoro ai livelli pre-pandemici”. In altre parole, la pandemia non ha fatto calare solo il numero di ore lavorate, ma anche la quantità di persone in cerca di un’occupazione. Il confinamento ha scoraggiato i senza lavoro a cercare un posto e, per effetto di questo fattore, il tasso di disoccupazione nel 2020 si è attestato al 9,2%, addirittura in diminuzione rispetto al 10% registrato nell'anno precedente. Con la fine del confinamento e il ritorno alla vita normale si prevede che tanti disoccupati torneranno dunque a cercare lavoro, facendo aumentare il tasso al 10,2% nel 2021. Si prevede, infine, una lieve riduzione al 9,9% per il 2022. A conti fatti, almeno per il momento, gli effetti del Recovery tardano a farsi vedere per i tanti italiani che cercano un’occupazione.

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