Recovery fund cosa fatta? Il Parlamento Ue chiede modifiche: "Alcuni aspetti inaccettabili"

No ai tagli ai programmi per la ricerca e l'ambiente, più risorse proprie per l'Europa e un maggiore coinvolgimento nel controllo democratico del fondo. Ecco le richieste dell'Eurocamera

Toccherà al Parlamento europeo ratificare l'accordo su Recovery fund e bilancio 2021-2027 raggiunto dai capi di Stato e di governo a Bruxelles dopo 91 ore di negoziati. E stando a una nota diramata oggi, gli eurodeputati non ci stanno a fare i semplici passacarte: "Il Parlamento rimane critico su alcuni aspetti essenziali del compromesso, in particolare sulla prospettiva a lungo termine" e per questo "ci impegneremo per garantire miglioramenti, compresi importi più elevati, su programmi" come Horizon, InvestEU, LIFE ed Erasmus+.

Secondo l'Eurocamera, infatti, l'accordo raggiunto dai leader Ue è andato a discapito di una serie di programmi comuni. Nelle richieste dei deputati, il bilancio pluriennale 2021-2027 sarebbe dovuto essere più cospicuo e mettere "la salute, la ricerca e i cambiamenti climatici come priorità". Questo, a loro giudizio, non è avvenuto. E per questo cercheranno di emendare il testo nel passaggio parlamentare, atteso per il 23 luglio. Nessuna minaccia di veto, anche perché, si legge nella nota, l'impegno del Parlamento è volto a "garantire che la ripresa inizi senza ritardi". Ma "se le nostre condizioni non saranno sufficientemente soddisfatte - avvertono i deputati - adotteremo i programmi sulla base dell'attuale bilancio pluriennale, come previsto dal Trattato".

Il Parlamento lamenta anche la mancanza di "un controllo democratico" adeguato sul Recovery fund e per questo "in quanto braccio dell'autorità di bilancio, combatterà per essere pienamente coinvolto nell'istituzione e nell'attuazione" di questo fondo. Infine, critiche sono anche rivolte alla questione delle cosiddette risorse proprie dell'Ue: "L'Ue è ora autorizzata a prendere in prestito fondi, ma non vi è alcuna certezza su come sarà rimborsato il debito. Il Parlamento è stato chiaro: la ripresa non deve ridurre le capacità di investimento né danneggiare il contribuente nazionale. Questo è il motivo per cui nuove risorse proprie autentiche sono la soluzione per ripagare il debito comune".

Tra queste risorse proprie, l'unica sul trampolino di lancio è quella derivante dalla tassa sulla plastica, che dovrebbe scattare nel 2021. "Ma non basterà da sola", dicono gli eurodeputati, che puntano il dito anche con l'aumento dei 'rebate' per i Paesi frugali (e la Germania). 

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