Recovery fund, la Danimarca abbandona la linea dura di Olanda, Svezia e Austria

La premier Frederiksen: "Non metteremo veti, siamo per trovare una soluzione e aiutare i Paesi più colpiti". Ma ai frugali si uniscono Ungheria e Repubblica Ceca contrari alla concessione di sussidi agli "Stati ricchi"

La prima ministra danese Mette Frederiksen. Foto: EPA/PHILIP DAVALI DENMARK OUT

Il Governo danese è pronto a “cambiare rotta” nel lungo braccio di ferro sul bilancio europeo e sul Recovery fund, e ad abbandonare l’alleanza tra i cosiddetti Paesi ‘frugali’ contrari alla proposta avanzata dalla Commissione europea.

Nessun veto

Intervenendo in Parlamento, la premier Mette Frederiksen ha specificato che l'obiettivo del governo di Copenaghen “non è mettere il veto, ma trovare una soluzione", e che l'esecutivo da lei guidato "è a favore del fondo per aiutare i Paesi più colpiti" dalla pandemia. "Dobbiamo restare uniti in Ue e questo è il punto di partenza del Governo per questi negoziati", ha aggiunto la prima ministra rispondendo a un’interrogazione parlamentare. "Sono una fervente sostenitrice della cooperazione europea, ma sono anche una frugale del Nord e penso che sia giusto pagare i propri debiti da soli", ha poi concluso. 

Le anticipazioni

Il cambio di rotta era stato anticipato dal quotidiano finanziario Borsen, che questa mattina aveva dedicato la prima pagina a un documento interno agli uffici della premier in cui emergeva la volontà del cambio di posizione nella partita diplomatica che vede contrapporsi da una parte gli Stati più colpiti dalla crisi del coronavirus - ovvero Italia, Francia e Spagna - e dall’altra i Governi dei Paesi che non vogliono appesantire il proprio contributo al bilancio Ue e tantomeno aprire all’emissione di bond comuni da parte della Commissione europea per l’ammontare di 750 miliardi promessi nel contesto del piano Next Generation EU (che comprende il Recovery fund).

Orban e Babis coi 'frugali'

Tra i Governi che rimangono contrari al piano ci sono però altri che si stanno unendo al club dei ‘frugali’ composto da Austria, Paesi Bassi e Svezia. Al fronte degli anti-Recovery fund si sono aggiunti l’Ungheria di Viktor Orban e la Repubblica Ceca di Andrej Babis. Quest’ultimo ha definito “assolutamente inaccettabili” le condizioni poste dal piano di ripresa economica, che cambia metodo di allocazione dei fondi a favore dei Paesi che hanno subito più pesanti perdite a causa della crisi del Covid-19. “Si premiano i Paesi membri dell'Ue con un'elevata disoccupazione e si penalizzano gli Stati disciplinati dal punto di vista fiscale con un basso tasso di disoccupazione”, ha affermato Babis. “Questo ci metterebbe in grande svantaggio”, conclude il leader ceco. “Un piano assurdo e perverso”, ha tuonato Orban. “Penso che non sia una buona idea finanziare i ricchi con i soldi dei poveri”, ha detto il leader magiaro facendo riferimento alla destinazione di gran parte delle risorse a favore di Francia, Italia e Spagna. 

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La prima riunione tra ministri

Dopo primo scambio ministeriale che si è tenuto in videoconferenza nella giornata di ieri, i favorevoli al piano hanno rassicurato sulle sorti della proposta. “L’Italia sostiene un Recovery plan ambizioso e rivolto al futuro”, ha twittato Roberto Gualtieri al termine del Consiglio Ecofin. “La proposta della Commissione - ha aggiunto - è un compromesso equilibrato e non deve essere ridimensionata”.

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