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Martedì, 7 Dicembre 2021
La stretta

Record di morti per coronavirus in Russia, Mosca impone un mini-lockdown

Chiuse per una settimana le attività non essenziali. Nella nazione la percentuale dei vaccinati è solo del 30 per cento

È di nuovo emergenza Covid-19 in Russia, con nuovi record di numero di casi e decessi che vengono registrati ormai su base quotidiana. La campagna vaccinale nel Paese governato da Vladimir Putin non decolla, e nella Federazione è stata disposta una nuova sospensione delle attività "non essenziali". 

Sono 1159 i decessi registrati nelle ultime 24 ore, il bollettino più drammatico dall'inizio della pandemia, secondo i dati del governo, che parlano anche di oltre 40mila nuovi casi (dei quali più di 6mila solo a Mosca), per un totale di quasi 870mila casi. Sono tre giorni che il Paese continua a macinare nuovi record negativi, con i numeri dei contagi e dei morti ai livelli più alti di sempre. Ieri erano stati segnalati 37.930 contagi e 1.069 morti, martedì 1.106 decessi e 36.446 nuovi casi. Dall’inizio della pandemia, in Russia sono stati confermati oltre 8,3 milioni di casi e almeno 232.775 morti.

Per tentare di fermare la curva dei contagi, il presidente Putin ha ordinato un lockdown parziale della capitale, dove da sabato e fino al sette novembre resteranno aperti solamente i servizi essenziali, mentre tutte le altre attività lavorative classificate come "non essenziali" andranno in pausa forzata. Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha rivolto un appello ai suoi concittadini affinché restino in casa: "Rilassiamoci un momento e aiuteremo a salvare le vite e la salute di molte persone. Dopodiché la città potrà tornare alla vita normale". In passato i ristoratori e gli esercenti moscoviti hanno protestato contro le restrizioni, che, sostengono, danneggiano pesantemente l'economia cittadina. Anche a livello nazionale, le restrizioni degli scorsi mesi sono state aspramente criticate, tanto che le tecnologie per monitorare il rispetto delle regole anti-Covid (come i codici QR) sono state definite "cybergulag". 

La campagna vaccinale nel Paese è al palo. La percentuale di popolazione completamente immunizzata si attesta intorno al 30 per cento, mentre l'obiettivo del governo era di raggiungere il 60 per cento entro la fine dell'estate. La media europea è del 75 per cento. Tuttavia, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha negato che ci sia alcun piano di rendere obbligatoria l'inoculazione. Secondo alcune stime, circa la metà dei russi non intende sottoporsi al vaccino, e molti comprano certificati di vaccinazione falsi. Il direttore del laboratorio che sviluppò lo Sputnik V, Alexander Gintsburg, non usa mezzi termini: "Le persone spendono soldi per poi ammalarsi e morire per i loro stessi soldi. Si tradiscono da sole". 

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