Covid, Olanda e Regno Unito valutano nuovo lockdown. Parigi: "Presto misure difficili"

Il premier britannico ha inasprito le misure per fermare l'aumento dei contagi. E lo stesso potrebbe fare l'Aja a breve. Mentre in Francia sono stati registrati quasi 9mila nuovi casi al giorno

Oltre 1.100 nuovi casi in un giorno nei Paesi Bassi, il dato più alto da aprile. Una media vicina ai 3mila contagi quotidiani nel Regno Unito. Mentre in Francia la settimana è iniziata con un balzo giornaliero di quasi 9mila persone testate positive al Covid-19. Ecco perché da Parigi ad Amsterdam, i governi europeri cominciano a valutare l'ipotesi di un nuovo lockdown. Da quello "smart" che vorrebbe realizzare il governo olandese di Mark Rutte, ai provvedimenti "difficili" che l'esecutivo di Parigi "sarà obbligato a prendere entro 8 o 10 giorni al massimo", come anticipato da Jean-François Delfraissy, presidente del Consiglio scientifico che affianca i vertici del Paese nelle decisioni in tema di pandemia.

Eppure, proprio la Francia aveva lanciato nei giorni l'idea di una riduzione della quarantena da 14 a 7 giorni. Proposta che aveva fatto pensare a previsioni più rosee sui contagi in mano al governo di Parigi e che invece potrebbe essere un modo per venire incontro alle pressioni del mondo imprenditoriale e controbilanciare le inevitabili, nuove restrizioni. 

Le stesse che il Regno Unito ha già preso, in anticipo rispetto al resto d'Europa e in netta controtendenza con quanto fatto all'inizio della pandemia, quando il premier Boris Johnson preferì un approccio più morbido appellandosi alla teoria dell'iminutà di gregge. Proprio Johnson, nel pieno di un nuovo braccio di ferro con l'Ue, ha voluto annunciare queste nuove "misure decise" per "tenere il virus sotto controllo" ed evitare chiusure di uffici e scuole. Tanto più dinanzi alle ultime notizie sulle sperimentazioni dei vaccini, in particolare quello di Oxford.  

Il lato economico è fondamentale: Londra ha fatto sapere che dalla fine di ottobre verranno eliminati i sussidi di Stato versati finora a quasi 10 milioni di lavoratori costretti al congedo. Un onere enorme per un'economia alle prese con la Brexit. Da qui, il tentativo di fermare sul nascere una seconda ondata. Anche con misure lontane dall'impostazione liberale britannica che tanto piace(va) al premier qualche mese fa: limite stringente sugli "assembramenti", con il divieto di qualsiasi raduno privato di gruppi superiori a 6 persone in casa come nei pub, nei ristoranti o nei caffè, all'interno come all'aperto. "La regola del 6", ribattezzata così dal premier Tory, non varrà ovviamente per scuole, università o uffici, come per matrimoni, funerali ed eventi sportivi che seguano le cautele anti-coronavirus previste dalle linee guida governative. Ma per il resto sarà draconiana, con poteri rafforzati e reali alla polizia, la quale potrà infliggere multe da 100 fino a 3200 sterline in caso di recidiva. E, trattandosi di "violazioni di legge", addirittura procedere all'arresto di chi dovesse opporre resistenza.

Il Regno Unito non è il solo che teme una seconda ondata. In Francia, il presidente del Consiglio scientifico Delfraissy ha avvertito che ci si può "ingannevolmente rassicurare" perché l'aumento della circolazione del virus ha "attualmente poche ricadute" sul sistema sanitario, ma può verificarsi "un aumento rapidissimo, esponenziale, in un secondo tempo", ha precisato, citando "in particolare" la situazione della regione "Provenza-Alpi-Costa Azzurra". Da qui la previsione di misure più stringenti nei prossimi giorni.

L'Olanda, per voce del premier Rutte, sarebbe già pronta a varare una sorta di "smart lockdown" qualora le misure più soft in vigore non dovesserro fermare il trend di contagi, che è in salita da giorni I focolai maggiori sono, per ora, registrati ad Amsterdam, l’Aia e Rotterdam, e anche il numero di ricoveri ha preso a salire: “Non sta andando nel verso giusto", ha ammesso il governo. 

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