Razzismo, a San Marino “discriminare per il colore della pelle non è reato”. Il monito del Consiglio d'Europa

Nella piccola Repubblica, secondo la commissione Ecri, manca “una legislazione penale che vieti la discriminazione” basata su motivi razziali e xenofobi. Strasburgo chiede anche di concedere la doppia cittadinanza agli italiani residenti da tempo nel paese

Una immagine del Monte Titanto a San Marino / ANSA / PAL

E' la Repubblica più piccola del mondo, ma anche uno dei paesi europei con il più basso tasso di disoccupazione, nessun debito pubblico e un sostanzioso surplus di bilancio. Eppure San Marino continua “a destare preoccupazione” secondo il Consiglio d'Europa. Il motivo? Il paese “non dispone ancora di una legislazione penale che vieti la discriminazione fondata sulla lingua o il colore della pelle, né di un organismo indipendente per la lotta contro il razzismo, la xenofobia, l’antisemitismo e l’intolleranza a livello nazionale”.

Il rapporto Ecri

E' quanto scrive l'Ecri, la commissione contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d'Europa, nel suo ultimo rapporto sui diritti a San Marino. L'Ecri punta il dito contro i ritardi nella legislazione per quanto riguarda il contrasto alle discriminazioni. E raccomanda alle autorità sammarinesi di modificare “le disposizioni del diritto penale, al fine di fare figurare il riferimento al colore della pelle e alla lingua tra i motivi di discriminazione vietati, di istituire un organismo indipendente specializzato nella lotta contro il razzismo e la discriminazione razziale a livello nazionale”. 

I diritti degli italiani

Tra le note negative, il rapporto segnala anche che “i cittadini stranieri residenti a San Marino non hanno il diritto di voto attivo e passivo alle elezioni amministrative; i cittadini italiani residenti da lungo tempo a San Marino che non intendono rinunciare alla nazionalità italiana non possono acquisire la cittadinanza sammarinese e le coppie dello stesso sesso non hanno il diritto di sposarsi o di ottenere un’altra forma di riconoscimento giuridico della loro relazione di coppia”.

I progressi della Repubblica 

L'Ecri, comunque, indica anche i passi avanti compiuti dalla piccola Repubblica. Il rapporto constata che sono stati compiuti progressi in un certo numero di settori: “l’acquisizione della cittadinanza per naturalizzazione è ora disciplinata da una legge ordinaria e non più straordinaria; da dicembre 2014 è entrata in vigore una legge in materia di proprietà dei mezzi di informazione e di professione degli operatori dell’informazione; il Codice penale comprende ormai l’identità di genere tra i motivi di discriminazione vietati e tra le circostanze aggravanti nelle condanne per reati penali”.

Inoltre, le autorità di polizia hanno messo a punto un metodo per la raccolta dei dati relativi agli episodi di razzismo ed è attualmente allo studio un progetto di un codice di condotta per i membri del Parlamento, che prevede sanzioni in caso di utilizzo di espressioni di incitamento all’odio. Il rapporto indica poi che San Marino ha firmato la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica nel marzo 2017 e il suo Protocollo addizionale nel maggio 2017.

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