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Lunedì, 2 Ottobre 2023
Social / Francia

Ragazzina di 15 anni si suicida: i genitori denunciano TikTok

Si è tolta la vita due anni fa a Cassis. L'avvocata della famiglia ha detto che "attraverso l'algoritmo, l'adolescente ha ricevuto raffiche di video sullo stesso tema"

Il caso scuote la Francia, ma valica anche i confini nazionali per finire sui media di tutto il mondo. I genitori di una ragazzina francese di 15 anni che si è suicidata due anni fa a Cassis, nel dipartimento delle Bocche del Rodano, hanno denunciato la piattaforma video TikTok, accusando l'algoritmo, che avrebbe "rinchiuso" la ragazzina dentro il suo malessere. L'algoritmo, una delle "ricette" top-secret della piattaforma cinese, riservatissima nonostante le regole europee sulla trasparenza, è accusato soprattutto di avere la capacità di rendere gli utenti davvero "dipendenti" dal servizio. I genitori di Marie, 15 anni, hanno presentato una denuncia contro il social più amato dagli adolescenti a inizio settembre, ritenendo che il sistema di "raccomandazioni" di TikTok avrebbe aggravato il malessere psichico della loro figlia, spingendola al punto di togliersi la vita.  

L'avvocata della coppia, Laure Boutron-Marmion, intervistata da France-Info, ha detto che "attraverso l'algoritmo, l'adolescente ha ricevuto raffiche di video sullo stesso tema che possono soltanto portare qualcuno a stare ancora peggio". I genitori di Marie hanno quindi sviluppato la tesi che l'algoritmo abbia, nei confronti della figlia, generato una quantità enorme di messaggi e contenuti "negativi", visti gli input che arrivavano proprio dalla stessa Marie. Poco prima di suicidarsi, l'adolescente, che era vittima di bullismo a causa del suo sovrappeso, ha pubblicato un video in cui esprimeva il suo malessere.

Per i familiari e l'avvocata che li assiste, sarebbe proprio da questo video che l'algoritmo di Tik Tok ha raccomandato a Marie altri contenuti riguardanti depressione e molestie. La denuncia dei genitori ipotizza i reati di "istigazione al suicidio", "propaganda di strumenti per togliersi la vita" e "omissione di soccorso".  "TikTok non ha fatto nulla", sottolinea l'avvocato. Il social network "non ha censurato i video anche se nel suo statuto spiega che ci sono dei moderatori ad hoc per poterlo fare", conclude Boutron-Marmion. L'applicazione l'avrebbe invece bombardata con contenuti sensibili - sulla depressione, il suicidio, l'infelicità - che, agli occhi di chi le era vicino, hanno peggiorato la sua condizione. Un precedente giudiziario c'è, ma nel Regno Unito. Nel 2022 la giustizia inglese ha riconosciuto la responsabilità di Meta e Pinterest nel suicidio di Molly, 14 anni. Ritenuti responsabili di aver esposto la giovane a "contenuti negativi". L'adolescente aveva guardato più di 130 video sul suicidio prima di commettere l'atto. 

Dal 25 agosto e dall'entrata in vigore della nuova legge sui servizi digitali (DSA), "la legislazione europea ha costretto le grandi piattaforme a essere più trasparenti e più attente ai contenuti sensibili", ricorda a 20minutes Alexandre Lazarègue, avvocato specializzato in diritto digitale e social network. Richiede "una migliore moderazione dell'algoritmo sui contenuti sensibili, pena sanzioni finanziarie".  I genitori di Marie non accusano solo TikTok. Nell'aprile 2022 hanno avviato un'azione legale anche contro l'istituto in cui Marie studiava. Un giudice istruttore di Tolone è stato incaricato di occuparsi del caso.

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