Il presidente del Consiglio europeo in quarantena, slitta il Vertice Ue

Un addetto alla sicurezza con cui era in stretto contatto ha il Covid-19, Michel ha fatto il tampone che è risultato negativo ma per precauzione ha deciso di restare in isolamento e non incontrare i leader Ue che si riuniranno invece che questo giovedì la prossima settimana

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel - foto Consiglio europeo

Le regole per prevenire la diffusione del coronavirus in Europa non risparmiano neanche i più importanti incontri politici. Il Consiglio europeo previsto per giovedì e venerdì 24 e 25 settembre sarà rimandato alla prossima dettimana, precisamente all'uno e due ottobre, perché il presidente del consesso che riunisce i capi di Stato e di governo dell'Unione, Charles Michel, è in quarantena.

L'ex premier belga ha scoperto che "un addetto alla sicurezza, con il quale era in stretto contatto all'inizio della scorsa settimana, è risultato positivo al Covid-19". Lo ha reso noto su Twitter il suo portavoce Barend Leyts, affermando che il politico liberale "ieri è risultato negativo" al test sul coronavirus, ma per rispettare le regole del Paese “è in quarantena". Tra l'11 e il 17 settembre scorsi in Belgio i nuovi contagi sono stati mediamente ogni giorno 1.196, il 62% in più rispetto alla settimana precedente. Nella sola giornata di lunedì 14 i nuovi casi sono stati 1.717, una cifra che rappresenta un nuovo record. Per questo Michel non ha voluto rischiare di riunire i leader Ue nella stessa stanza, per quanto grande, per timore di un'ulteriore esposizione.

Durante il Summit si dovevano affrontare questioni di ampia portata come lo stato dei negoziati sulla Brexit, i cambiamenti climatici e le tensioni tra Grecia e Turchia sui diritti sull'energia. A causa del coronavirus, le riunioni di persona tra i leader dei Paesi Ue sono riprese solo durante l'estate. La decisione di rimandare l'incontro arriva in un momento in cui spesso i funzionari di governo non osservano le misure precauzionali con la stessa precisione con cui lo fanno in generale i cittadini. Solo il mese scorso, il capo negoziatore commerciale dell'Ue e Commissario Phil Hogan ha dovuto dimettersi dopo avere ammesso di non avere rispettato le misure durante un soggiorno estivo nella sua Irlanda.

All'interno dell'Unione europea sono morte circa 150mila persone a causa della pandemia da coronavirus. In tutto, secondo i dati della Johns Hopkins University sono oltre 960 mila i morti registrati in tutto il mondo per la pandemia da Covid-19 con gli Stati Uniti di Donald Trump che hanno raggiunto il triste traguardo dei 200 mila decessi, il più alto del mondo. Dall'inizio della pandemia i casi nel mondo hanno superato i 31 milioni, due terzi dei quali sono guariti. Dopo gli Usa, il Paese più colpito quanto a decessi è il Brasile (136.895), ci sono poi l'India (87.882), il Messico (73.493) e il Regno Unito (41.866). Ma se si guarda ai dati in rapporto alla popolazione è il Perù il Paese con la mortalità piu' alta (95 morti ogni 100 mila abitanti), davanti a Belgio (86), Spagna (65), Bolivia (65), Brasile (64), Cile (64), Ecuador (63), Regno Unito (62) e Stati Uniti (60).

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