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Sabato, 13 Aprile 2024
La misura / Francia

Arriva il Qr code per i preti: "Servirà a prevenire gli abusi"

La Conferenza episcopale francese ha lanciato una nuova tessera digitale per rispondere ai casi di pedofilia. Ma le associazioni delle vittime sono scettiche

Circa 17mila uomini di Chiesa, tra diaconi, sacerdoti e vescovi, avranno entro la fine dell'anno una tessera digitale di riconoscimento con stampato sopra un Qr code. I fedeli, grazie a questo codice, potranno conoscere la "fedina" per esempio di un prete, ossia se sia soggetto a restrizioni all'esercizio delle sue funzioni o meno. È l'iniziativa lanciata in Francia dalla Conferenza episcopale transalpina per rispondere alle richieste di maggiore trasparenza dopo gli scandali di pedofilia che hanno sconvolto il Paese.

Alla fine del 2021, un rapporto indipendente, promosso dalla stessa Conferenza, aveva stimato che circa 330mila bambini erano stati vittime di abusi da parte di diaconi, sacerdoti e vescovi in Francia tra il 1950 e il 2020. La tessera digitale nasce proprio all'indomani di questo rapporto. In pratica, spiega Avvenire, "si tratta di una sorta di versione digitale modernizzata del tradizionale celebret cartaceo: il documento (usato con modalità differenti anche in Italia) rilasciato dai vescovi o dai superiori di un ordine per comprovare la facoltà di un consacrato d’esercitare funzioni liturgiche e pastorali anche in un’altra diocesi. Il celebret viene già chiesto ad esempio dai rettori di santuari e cattedrali, o in occasione di altri eventi di fede, come grandi riunioni di giovani". Ma la versione cartacea presenta vari inconvenienti, dal mancato aggiornamento alla falsificazione.

La tessera digitale dovrebbe superare questi ostacoli. Il codice Qr permetterà di accedere a una sorta di semaforo: se spunta il colore verde, questo vuol dire che per il soggetto in questione non ci sono restrizioni all’esercizio di missioni liturgiche e d’accompagnamento pastorale. Il colore arancione indicherà invece che a carico del proprietario della tessera ci sono determinati impedimenti, "non per forza legati a sanzioni disciplinari, come nel caso di certi ordini in cui il sacerdote, nel primo anno di ministero, non è autorizzato a confessare", spiega sempre Avvenire. Il colore rosso, invece, fa riferimento a un divieto di celebrare e confessare, in particolare in presenza di situazioni disciplinari pendenti o di condanne: è questo il caso di sacerdoti riconosciuti colpevoli di abusi. 

Secondo i vescovi, questa tessera renderà "la Chiesa più sicura". Ma non sono dello stesso avviso le associazioni delle vittime di pedofilia. "Non vedo come un fedele avere questo riflesso e andare a controllare il pedigree del sacerdote in questione", dice François Deavaux, attivista che si batte da tempo contro gli abusi nella Chiesa. "Ci sono dei codici associati a dei colori, ma alla fine non sappiamo cosa c'è dietro - aggiunge Olivier Savignac, co-fondatore della ong 'Parler et revivre' - Ci sarebbe piaciuta semmai la distribuzione di un dossier, in particolare sui molestatori e aggressori, come avviene negli Stati Uniti, dove c'è un elenco consultabile a livello delle diocesi e in modo pubblico. In Francia non è così”.

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