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Sabato, 4 Febbraio 2023
Lo scandalo

Il Parlamento europeo non si occuperà più di Qatar (almeno per un po')

Strasburgo ha deciso di congelare tutti i dossier legislativi in corso che riguardano Doha. Metsola: "Revisione degli atti già approvati"

Il Parlamento europeo non si occuperà più di Qatar, almeno per un bel po'. L'Aula di Strasburgo ha infatti approvato quasi all'unanimità la sospensione immediata di tutti i lavori legislativi relativi a Doha. I deputati hanno chiesto inoltre di sospendere l’accesso dei rappresentanti d’interessi del Qatar fino a quando le indagini giudiziarie non faranno chiarezza. Una decisione arrivata dopo lo scandalo di corruzione che ha colpito alcuni eurodeputati e assistenti, il cosiddetto Qatargate.

Lo scandalo corruzione travolge anche gli aerei del Qatar, accordo con Doha a rischio

La vicenda, nell'attesa di chiarire eventuali responsabilità e reati, ha comunque messo a nudo una serie di debolezze del Parlamento europeo nel contrastare fenomeni di corruzione e di ingerenze da parte delle lobby. C'è il problema delle cosiddette "porte girevoli", che non riguarda solo il Parlamento, ossia gli incarichi assunti da ex parlamentari con lobby, ong o fondazioni, come nel caso di Antonio Panzeri e della sua ong Fight impunity. E ci sono i limiti del registro di trasparenza, il sistema messo a punto dall'Eurocamera per tenere traccia delle attività di lobby all'interno dell'istituzione, ma che risulta facilmente aggirabile. "Metteremo in campo un ampio pacchetto di riforme nel 2023. Esistono delle falle che vanno chiuse come quella degli ex membri del Parlamento europeo o nel registro della trasparenza", ha detto la presidente dell'Eurocamera Roberta Metsola. "Le riforme includeranno il rafforzamento dei sistemi parlamentari di protezione degli informatori, un divieto a tutti i gruppi di amicizie non ufficiali, la revisione del controllo delle regole del nostro codice di condotta", ha aggiunto.

L'Aula, si legge in una nota, "si dice preoccupata per i potenziali conflitti di interesse causati dai 'lavori secondari', in particolare quando alcuni deputati ricoprono il ruolo di manager, di membri del consiglio di amministrazione o dei comitati consultivi di banche, multinazionali o società quotate in borsa, o di consulenti. I deputati propongono anche l’introduzione di dichiarazioni patrimoniali all'inizio e alla fine del mandato, dichiarazioni che potrebbero essere resi accessibili solo alle autorità competenti e verificate in caso di accuse fondate". Il Parlamento "cercherà di introdurre un divieto a livello Ue sulle donazioni da Paesi terzi ai deputati e ai partiti politici e chiede alla Commissione di preparare una proposta a tal fine". I deputati vogliono inoltre "istituire una commissione d'inchiesta dopo l'esito delle indagini penali e di eventuali procedimenti giudiziari, per indagare sui casi di corruzione e sulle azioni improprie da parte di Paesi terzi, e una commissione speciale per individuare potenziali carenze nelle norme del Parlamento europeo in materia di trasparenza, integrità e corruzione".

Queste le proposte. Ma la prima azione di Strasburgo per reagire allo scandalo riguarda nell'immediato il Qatar. "Ho chiesto una revisione su quello che è stato votato e su cui abbiamo lavorato", ha continua Metsola. Il riferimento è, tra gli altri atti, alla recente risoluzione sui diritti umani in Qatar votata dal Parlamento in cui si sottolineano i passi avanti sul fronte dei diritti umani. Si tratta di un testo politico, che non ha effetti diretti sugli affari 'caldi' tra l'Europa e Doha. Semmai, ben più consistenti sono i dossier in corso: la liberalizzazione dei visti per politici e imprenditori del Qatar, e l'accordo sull'aviazione che consentirebbe a Qatar Airways di accedere al mercato Ue senza restrizioni. Il primo dossier è adesso congelato, mentre sul secondo, ha spiegato Metsola, "il processo di ratifica deve essere completato. Solo quando i Paesi membri l'avranno ratificato, il Parlamento sarà consultato per dare il suo consenso", ha spiegato.

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