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Mercoledì, 19 Giugno 2024
La decisione / Belgio

Liberata Eva Kaili, l'ultima imputata ancora in carcere per il Qatargate

L'ex vicepresidente del Parlamento europeo, che continua a proclamare la sua innocenza, andrà ai domiciliari con braccialetto elettronico come gli altri politici implicati nello scandalo corruzione

La ex vicepresidente del Parlamento europeo, Eva Kaili, uscirà dal carcere per andare ai domiciliari con il braccialetto elettronico. La magistratura belga ha deciso di liberare anche l'ultima imputata rimasta in prigione nell'inchiesta del Qatarargate. La decisione è stata presa dal giudice istruttore Michel Claise. La magistratura belga aveva già deciso nei giorni scorsi di sottoporre a braccialetto elettronico l'eurodeputato belga Marc Tarabella e l'ex eurodeputato italiano Antonio Panzeri, l'uomo ritenuto la mente dello scandalo di corruzione in cambio di influenze che ha scosso il Parlamento europeo.

Kaili è sospettata di aver interferito per diversi anni nelle decisioni di Strasburgo a favore di potenze straniere, tra cui il Qatar, in cambio di denaro. La 44enne, madre di una figlia di due anni, è stata privata della carica di vicepresidente dell'Aula a metà dicembre. "Sono quattro mesi e mezzo che grida la sua innocenza. Non abbiamo ancora concluso l'indagine", ha dichiarato il suo avvocato, Sven Mary. Come Kaili, Marc Tarabella ha sempre sostenuto la propria innocenza, mentre Panzeri avrebbe ammesso le sue responsabilità e accettato di collaborare con la giustizia. L'ex deputato di Pd e Articolo Uno ha negoziato una pena detentiva limitata in cambio dell'impegno a fornire agli inquirenti tutto ciò che sa sullo schema di corruzione, legato al Qatar e al Marocco, che ha ammesso di aver orchestrato. Un quarto sospettato, l'eurodeputato italiano Andrea Cozzolino, è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari l'11 febbraio in Italia e ora sta contestando davanti ai tribunali italiani la richiesta di estradizione del Belgio.

Infine l'ultimo imputato è l'assistente parlamentare di Cozzolino, Francesco Giorgi, che è stato uno stretto collaboratore di Panzeri ed è il compagno di Kaili, che era stato sottoposto a braccialetto elettronico già alla fine di febbraio dopo oltre due mesi di detenzione in Belgio. Anche lui, come la sua compagna e il signor Panzeri, faceva parte della prima ondata di arresti del 9 dicembre a Bruxelles, quando gli investigatori hanno trovato circa 1,5 milioni di euro in contanti in borse e valigie nelle loro rispettive abitazioni. Pur essendo all'ora vicepresidente del parlamento Ue, Kaili non ha beneficiato della sua immunità parlamentare, poiché il reato è stato scoperto in flagranza di reato, con "sacchi di denaro contante" trovati nel suo appartamento.

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