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Mercoledì, 17 Aprile 2024
La risoluzione / Marocco

Dopo il Qatargate il Parlamento Ue 'scopre' le violazioni dei diritti umani in Marocco

I socialisti, che sono al centro della bufera per lo scandalo corruzione in cambio di influenze a Bruxelles, hanno chiesto un dibattito sul tema, cosa che non accadeva da anni

Il Parlamento europeo continua nel suo tentativo di provare a ripulire la sua immagine dopo lo scandalo del Qatargate, che ha gettato ombre gravissime sull'influenza che potenze straniere potrebbero avere sulle decisioni prese dall'Assemblea comunitaria. Questa settimana, durante la Plenaria di Strasburgo, è stato inserito con procedura di urgenza un dibattito sui diritti umani in Marocco, nello specifico sul trattamento dei giornalisti e in particolare sul caso di Omar Radi, che si trova in stato di detenzione preventiva dal suo arresto il 29 luglio 2020. Erano anni che non si teneva un dibattito sui diritti umani nella nazione nord africana.

Il processo contro il reporter, accusato di violenza sessuale e di aver minato la sicurezza dello Stato, doveva iniziare a dicembre ma l'udienza principale è stata rinviata al 27 aprile. I giornalisti marocchini ritengono che le accuse nei suoi confronti siano una ritorsione per i servizi di Radi sulla corruzione del governo e su altri argomenti. Secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti, Radi è detenuto in isolamento nella prigione di Oukacha a Casablanca, e sarebbe uno dei quattro reporter al momento detenuti nel Paese, tre di loro sono stati accusati di reati sessuali.

La richiesta di una discussione nella Plenaria del Parlamento europeo è stata presentata dal gruppo dei Socialisti&Democratici, accusato di essersi fatto influenzare dall'ex deputato Antonio Panzeri e dal suo ex assistente (e poi assistente di Andrea Cozzolino), Francesco Giorgi, proprio sul Marocco oltre che sul Qatar. Entrambi si trovano ancora in carcere, insieme alla ex vicepresidente del Parlamento Eva Kaili, compagna di Giorgi, e a Niccolò Figà-Talamanca, presidente della Ong No Peace Without Justice, accusati di aver intascato mazzette in cambio di influenze a Bruxelles e Strasburgo.

Secondo le prime ricostruzioni Panzeri e gli altri componenti della presunta organizzazione avrebbero ricevuto non meglio specificati "regali" da parte di un diplomatico marocchino, Abderrahim Atmoun, attualmente ambasciatore in Polonia, conoscente da anni dell’ex eurodeputato e il cui ruolo sarebbe stato centrale nella vicenda.

Una delle questioni su cui Rabat sarebbe intenzionata a fare pressione è quella del Sahara occidentale, una regione contesa tra il Marocco e il Fronte Polisario che ne ha dichiarato l'indipendenza nel 1976 proclamando la Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi. Secondo gli inquirenti tra le richieste fatte alla presunta rete di Panzeri, quella di includere nell'accordo di pesca tra l'Ue e il Marocco anche il pesce pescato al largo del territorio conteso che Rabat rivendica come proprio. Questo riconoscimento era stato concesso nel 2019, ma poi la Corte di Giustizia Ue due anni dopo ha ribaltato la decisione, in attesa che si trovi un accordo internazionale sulla questione.

Sempre in questa sessione Plenaria si discuterà anche della revolca dell'immunità, come rischiesto dalla procura Belga, al deputato belga Marc Tarabella e a Cozzolino. Lo stesso esponente del Pd, che si dichiara del tutto estraneo alla vicenda, si era già dichiarato disponibile a rinunciarvi.  

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