QAnon, Facebook rimuove i gruppi di complottisti di estrema destra pro-Trump

La loro teoria sostiene che il presidente Usa stia combattendo una rete di pedofili satanici protetta dai 'poteri forti', dal Partito democratico americano e da alcuni divi di Hollywood. L'Fbi ritiene il movimento una potenziale fonte di terrorismo interno

Facebook ha definito “pericoloso” il movimento complottista di estrema destra QAnon e ha iniziato a rimuovere i gruppi e le pagine social che si riferiscono ai suoi seguaci, nonché gli account Instagram riconducibili alla teoria nata negli Stati Uniti e che sostiene il presidente Donald Trump. Il giro di vite della piattaforma fondata da Mark Zuckerberg intensifica così le prime contromisure varate ad agosto quando circa il 30% dei gruppi Facebook QAnon sono stati rimossi. In quel caso la scure si è abbattuta sulle pagine che fomentavano la violenza, ma si è deciso di non intervenire contro l’odio online e le fake news.

La teoria su cui si basa il movimento ipotizza l’esistenza di un presunto Deep State fatto di poteri forti collusi con reti di satanisti pedofili che hanno l’obiettivo del dominio mondiale. Trump, secondo la teoria, è contro questi poteri e per questo va sostenuto con ogni strumento da coloro che si auto-definiscono ‘patrioti’. Classificato dall'Fbi come potenziale fonte di terrorismo interno, QAnon è guidato da un anonimo utente dei social soprannominato Q, che afferma di essere un insider dell'amministrazione del presidente Usa. L'affermazione centrale è che Trump stia segretamente conducendo un giro di vite contro l'enorme rete di pedofili che include esponenti del Partito democratico americano e personalità di Hollywood. Addirittura alcuni di loro credono che ad esempio Barack Obama faccia parte della rete, ma sia stato arrestato, portato a Guantanamo, ucciso e poi sostituito da un clone. Il capo della Casa Bianca ha elogiato pubblicamente il gruppo e più di una dozzina di candidati repubblicani al Congresso hanno aderito alla teoria.

Il clima di tensione che si respira oggi negli Stati Uniti, dove tra meno di un mese si va al voto per le elezioni presidenziali, ha convinto Facebook a non fare più soloaffidamento alle segnalazioni degli utenti, sistema seguito dalla piattaforma per rimuovere i contenuti non conformi alle regole del social media più popolare del mondo. La società californiana ha invece deciso di trattare QAnon come gli altre organizzazioni militari, individuando ed eliminando gruppi e pagine riferite alla teoria del complotto.

Dopo le prime restrizioni di agosto, alcuni gruppi QAnon hanno reclutato nuovi membri e altri hanno utilizzato un linguaggio in codice per eludere il rilevamento digitale. “Anche se abbiamo rimosso i contenuti QAnon che celebrano e supportano la violenza - si legge in una nota di Facebook - abbiamo visto altri contenuti legati a diverse forme di pericolo nel mondo reale, comprese le recenti affermazioni secondo cui gli incendi della costa occidentale (degli Usa) sono stati provocati da alcuni gruppi” antagonisti agli estremisti pro-Trump.

I più recenti post di QAnon hanno diffuso false informazioni sul voto negli Usa e sul Covid-19, sostenendo addirittura che il presidente Trump avrebbe falsificato la sua diagnosi di Covid-19 per mascherare una larga operazione di arresti segreti.

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