Russia, schiaffo europeo a Lega e M5s: chiedono stop a sanzioni ma Strasburgo dice no

Il Parlamento europeo invita gli Stati membri a restare compatti contro Mosca. Per il Movimento è invece il momento di “cambiare registro” nei rapporti col Paese. Danti (Pd): “Loro e la Lega al servizio di Putin anche nelle violazioni dei diritti umani”

Se Lega e Movimento 5 Stelle vogliono far cambiare linea all'Europa sulla Russia, devono ancora lavorare molto. Nonostante la loro contrarietà l'Aula di Strasburgo ha approvato a larghissima maggioranza, con 485 voti favorevoli, 76 contrari e 66 astensioni, una risoluzione in cui chiede a Mosca di garantire il rispetto dei diritti umani, la libertà di espressione e di riunione. Gli eurodeputati chiedono anche alle autorità del Paese di liberare “immediatamente e incondizionatamente” il regista ucraino Oleg Sentsov e oltre 70 cittadini ucraini che per i deputati sono detenuti illegalmente in Russia e nella penisola della Crimea. Allo stesso tempo, nel paragrafo 23 del testo, si invitano gli Stati membri della Ue a "restare fermi e uniti nell'attuazione delle sanzioni concordate contro la Russia e a prorogarle, prendendo in considerazione anche misure mirate contro i responsabili della detenzione e del processo dei prigionieri politici".

M5s: "Su Putin cambiare registro"

Nello spiegare il suo no al paragrafo 23, la delegazione del Movimento Cinque Stelle, che sul testo completo si è astenuta, ha affermato in una nota che "con la Russia bisogna aprire un canale di dialogo”, e che l'Europa sul punto “deve cambiare registro”. Le sanzioni, per i 5 Stelle, “si sono rivelate uno strumento inadeguato, anzi hanno creato un clima di tensione e diffidenza reciproca con un partner strategico, la cui diplomazia potrebbe essere utile a distendere molteplici crisi internazionali”, e “hanno messo in crisi tantissime piccole e medie imprese che esportavano in Russia”.

Le violazioni dei diritti umani

“Nel giorno dell’inizio dei Mondiali in Russia, abbiamo capito per chi tiferanno Salvini e Di Maio”, ha attaccato l'eurodeputato del Partito democratico, Nicola Danti, sottolineando che a favore del testo del Parlamento c'è stato “grande sostegno dalla maggioranza dei gruppi politici, tranne la Lega contraria e i 5 Stelle astenuti”. I due partiti per Danti sarebbero “al servizio di Putin sempre, anche nelle violazioni dei diritti umani”.

Il Parlamento europeo, nella risoluzione, critica la legge russa sugli 'agenti stranieri', in base alla quale le Ong e i media non russi che ricevono fondi esteri sono soggetti a un elevato livello di controllo da parte del governo. Inoltre, condanna le violazioni del diritto internazionale da parte della Russia nella Crimea occupata, compresa l'applicazione della legislazione russa, la “massiccia militarizzazione” della penisola e “le violazioni massicce e sistematiche dei diritti umani”. Gli eurodeputati ricordano alla Russia che, in quanto potenza occupante, ha l'obbligo di proteggere i cittadini della Crimea da misure giudiziarie o amministrative arbitrarie e di garantire il rispetto dei loro diritti.

Il caso Georgia

In un'altra risoluzione, approvata per alzata di mano, l'Assemblea comunitaria ha anche condannato quella che ritiene un'altra occupazione sempre da parte di Mosca, quella dei territori di Abkhazia e Ossetia del Sud. “Si tratta di un conflitto congelato, ma non che non dovrebbe essere dimenticato”, un conflitto per risolvere in quale “sono necessarie tre azioni dalla Russia: soddisfare incondizionatamente tutte le disposizioni dell'accordo di cessate il fuoco, cessare di ritenere una frontiera la linea di confine amministrativa e astenersi dall'avanzare ulteriormente nel territorio georgiano e consentire il ritorno di tutti i cittadini del Paese sfollati”, ha dichiarato il presidente della commissione Affari esteri David McAllister (Ppe).

Abkhazia e Ossetia del Sud sono due Stati indipendenti ma rivendicati da sempre dalla Georgia, di cui sono state parte nel periodo sovietico. Quando nel 2008 la Georgia li invase per ristabilire il suo dominio Vladimir Putin, allora premier, intervenne militarmente in difesa dei due piccoli Stati. Dopo la vittoria dell'intervento, Mosca riconobbe la loro indipendenza e stipulò un'alleanza con loro rendendoli di fatto suoi protettorati. Unione europea e Stati Uniti sono schierati invece dalla parte della Georgia.

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