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Lunedì, 16 Maggio 2022
La guerra in Ucraina

"Dopo l'Ucraina toccherà ai Paesi baltici dell'Ue, Putin va fermato con tutti i mezzi"

Lo dice il vicepresidente della Commissione europea Dombrovskis: "La pacificazione dell'aggressore non funziona"

La strada della diplomazia non sta funzionando. E il rischio concreto è che dopo l'Ucraina, l'esercito russo non si fermi e punti ai Paesi Ue e Nato del Baltico, ossia a Lituania, Lettonia ed Estonia. A dirlo è il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis.

Cresciuto nell'ex Unione sovietica ed ex primo ministro di Riga, Dombrovskis si è imposto a Bruxelles affermandosi come un falco del rigore, vicino alle posizioni della Germania sull'austerity. Ma sull'atteggiamento da tenere nei confronti della Russia, il suo punto di vista è lontano da quello di Berlino, che continua a spingere per soluzioni diplomatiche. “La domanda è se portino a risultati tangibili come la fine della guerra, o almeno in termini di un cessate il fuoco o di corridoi umanitari. Attualmente, nessuno di questi scenari purtroppo si è materializzato”, dice in una intervista a Politico.

Per Dombrovskis, semmai, bisogna aumentare la pressione su Mosca per fermare Putin. L'ex primo ministro lettone sostiene che a Bruxelles sono già pronte nuove sanzioni alla Russia, che potrebbero arrivare entro pochi giorni: si parla di una stretta ulteriore sulle banche, anche colpendo i pagamenti attraverso le criptovalute e allargando lo stop a Swift a tutti gli istituti di credito (finora la prima e la terza banca del Paese sono state escluse). E poi c'è la questione dello stop all'acquisto di gas e petrolio, misura citata dagli Stati Uniti ma bocciata sul nascere dal cancelliere tedesco Olaf Scholz. 

"Niente dovrebbe essere fuori discussione", dice Dombrovsksis, anche nel settore energetico, facendo intendere che più che il gas, le sanzioni di Bruxelles potrebbero riguarda il petrolio. "Dovremmo fare di più, perché questa aggressione purtroppo non si ferma, quindi occorre trovare un modo per fermare la capacità di Putin di finanziare la guerra". Secondo il vicepresidente della Commissione Ue, "se non sosteniamo l'Ucraina, (Putin) non si fermerà in Ucraina", e "sfortunatamente è probabile che questa aggressione continuerà in altri Paesi", ha affermato. Quali? C'è la Moldavia, ma anche i Paesi baltici potrebbero finire nel mirino del Cremlino: "Se si guarda all'escalation della retorica aggressiva della Russia", come "le dichiarazioni che affermano che la Russia sostiene gli interessi bielorussi nell'avere accesso al Mar Baltico, e alla crescente retorica anti-baltica" le similitudini con quanto ha preceduto l'invasione in Ucraina sono palesi, per Dombrovskis.

E la minaccia nucleare? "La domanda", secondo il vicepresidente della Commissione Ue, "è fino a che punto stiamo cedendo a questo ricatto? Esso può essere usato ogni volta contro tutto. Putin continuerà le sue guerre aggressive, userà sempre questo ricatto. Avremmo dovuto apprendere tali lezioni prima. La pacificazione dell'aggressore non funziona e l'aggressore deve essere fermato con tutti i mezzi", conclude.

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