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Martedì, 21 Maggio 2024
Incoerenze / Russia

Yacht e case di lusso: la 'dolce vita' di Putin e sodali in Europa

Nonostante la retorica contro l’Occidente, diverse personalità vicine al presidente russo hanno relazioni finanziarie con diversi Paesi europei (e non solo)

Il presidente russo Vladimir Putin puù sembrare un acerrimo avversario dell'Occidente e un critico di tutto quello che esso rappresenta. Ma in realtà sembra che né lui né le persone a lui più vicine, dell’Occidente, disprezzino il lusso.

Con questa accusa il Washington post ha elencato i legami “opachi” e le proprietà che molte figure di spicco che gravitano intorno all'uomo forte del Cremlino hanno in Europa e non solo. Case di lusso, università esclusive, yacht: sono solo alcune delle “comodità” che queste personalità si concedono – o concedono ai loro familiari – proprio in quei Paesi che spesso criticano.

C’è il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, per cominciare. Si proclama un paladino dei valori tradizionali russi ma, stando ad alcune indiscrezioni mai smentite né confermate, non disdegna viaggiare insieme ad una donna che non è sua moglie e che è proprietaria di un appartamento da circa 883mila euro a Londra. Con la stessa donna (e la figlia 20enne, cui è intestato l’appartamento) Lavrov si è recentemente concesso una vacanza a bordo di uno yacht dal costo di noleggio di oltre 440mila euro alla settimana al largo della Turchia (uno dei maggiori contribuenti del budget della Nato, l’alleanza di mutua difesa che Mosca descrive come la peggiore minaccia per la sicurezza russa).

Una delle figlie di Putin, secondo il quotidiano statunitense, ha invece vissuto nei Paesi Bassi, in una casa da quasi 3 milioni di euro. La testata ricorda anche che il presidente avrebbe avuto una relazione con una donna che, all’epoca, comprò una casa da oltre 3,6 milioni di euro a Monaco.

La testata punta il dito anche contro il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Alcuni documenti rivelerebbero che la sua terza moglie possedeva una società offshore registrata alle Isole Vergini Britanniche. Il figlio avuto dal primo matrimonio è stato invece cresciuto nel Regno Unito (dove vive tutt’ora la madre), mentre i tre figli avuti da nel secondo matrimonio vivono con la loro di madre a Parigi. Elizaveta, figlia del portavoce, ha studiato in Francia ed è stata addirittura stagista al Parlamento europeo.

Anche i figli di Sergei Naryshkin, che guida il dipartimento dell’intelligence straniera russa, a quanto pare amano l’Occidente. Se uno di loro ha richiesto un visto per l’Ungheria (un altro Paese Nato, sebbene più “amico” della Russia), un'altra si è concessa una vacanza negli Stati Uniti. La figlia di Leonid Slutsky, un deputato russo ultranazionalista, frequenta una prestigiosa scuola americana in Svizzera, nonostante il padre dipinga pubblicamente la Nato (di fatto imperniata su Washington) come la peggiore minaccia per Mosca. Vale lo stesso per un altro deputato, Sergei Zheleznyak, co-autore della legge che proibisce il finanziamento straniero ai gruppi che difendono i diritti umani e le cui tre figlie vivono tutte all’estero (due studiano alla medesima scuola americana a Lugano).

Ma non va dimenticato l’altro lato della medaglia. Al netto dell’interesse di diversi Stati membri Ue per il gas russo, sono tanti anche i governi europei che sembrano appassionati, o comunque vicini a Mosca. Euractiv ha ricordato l’esistenza di uno schema opaco di rilascio di “passaporti dorati” in Bulgaria, il 40% dei quali pare sia destinato proprio a investitori russi. Una realtà simile esiste da tempo anche a Malta, dove la cittadinanza del Paese viene concessa a chi fa cospicui investimenti, pratica che è stata da poco abolita (almeno formalmente) a Cipro. 

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