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Giovedì, 9 Dicembre 2021
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Puigdemont non sarà estradato (per ora), esultano gli indipendentisti. Lui: "Sono molto contento"

La Corte di Sassari ha deciso di aspettare il pronunciamento di quella europea sulla questione dell'immunità del leader catalano che è anche eurodeputato

Carles Puigdemont non sarà estradato in Spagna, almeno non per il momento. La Corte d'appello di Sassari ha sospeso il procedimento a carico dell'ex presidente catalano in attesa di un responso della Corte generale europea sull'immunità per il leader indipendentista, che è un deputato del Parlamento di Strasburgo, ma anche sulla competenza del giudice spagnolo di richiedere il suo arresto internazionale. "Sono molto contento", sono le uniche parole pronunciate da Puigdemont all'uscita della Corte, stretto tra gli abbracci dei suoi compagni di partito e mentre riceveva l'ovazione degli indipendentisti sardi, corsi e baschi accorsi a manifestare in suo sostegno all'esterno dell'Aula.

Decisione sospesa

Il suo avvocato, Agostinangelo Marras, ha parlato di "un risultato assolutamente positivo”. Durante l'udienza sia la difesa che la procuratrice generale, Gabriella Pintus, avevano chiesto la sospensione della procedura di estradizione, ricordando che la questione dell'immunità era ancora al vaglio dei magistrati europei. Il pronunciamento era quindi piuttosto scontato e ora i giudici della Corte d'Appello di Sassari fisseranno la prossima udienza in funzione dei tempi delle decisioni della Corte Europea. Il 58enne Puigdemont, che era tornato in Sardegna proprio ieri dal Belgio in cui vive ormai in esilio forzato da anni, due settimane fa era stato arrestato al suo sbarco in Sardegna, dove era atteso per una serie di appuntamenti, per ordine della magistratura iberica, ma scarcerato il giorno seguente.

Le accuse e l'immunità

In Spagna il politico è accusato di sedizione e malversazione di fondi dopo aver organizzato nell'ottobre 2017, quando era presidente della Catalogna, un referendum sull'indipendenza della regione non riconosciuto come valido dal governo di Madrid. Dopo la vittoria dei “sì”, il 27 ottobre dello stesso anno aveva dichiarato l'indipendenza, ma in seguito a un mandato di arresto era scappato in Belgio, iniziando un esilio volontario per sfuggire alla galera. Nel 2019 poi si era candidato alle elezioni europee venendo eletto. Nel marzo scorso però Strasburgo ha deciso di togliere l'immunità a lui e anche agli altri due separatisti eletti all'Eurocamera, e su cui pure pende una richiesta di arresto da parte dei giudici di Madrid, Antoni Comin e Clara Ponsatì Obiols, di Junts per Catalunya, aprendo così alla possibilità della loro estradizione in Spana dove rischiano il carcere. L'ex presidente catalano ha fatto appello alla Corte Ue contro la decisione ma i giudici comunitari a luglio lo hanno rigettato. Ora Puigdemont si è rivolto alla Corte generale dell'Unione e si attende il responso.

L'indulto

A giugno il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato un indulto per gli altri nove politici catalani che erano stati incarcerati in Spagna proprio in seguito al tentativo di secessione del 2017. L'indulto però non è valido per coloro che erano fuggiti all'estero e quindi alla giustizia di Madrid che ancora attende di fare il suo corso nei loro confronti.

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