Fred Perry ritira la maglia divenuta divisa dei suprematisti che Trump non voleva condannare

L'azienda non la venderà più negli Usa e in Canada e promette azioni legali contro i Proud Boys se continueranno a usare il suo logo: "Non vogliamo essere associati a loro"

Una manifestazione dei Proud Boys - foto da Twitter

Donald Trump ha detto di non sapere chi fossero, ma la Fred Perry lo sapeva invece benissimo. L'azienda di abbigliamento britannica ha deciso di ritirare dal mercato statunitense e canadese una delle sue magliette che era diventata una sorta di divisa dei Proud Boys, il gruppo suprematista e violento che il presidente degli Stati Uniti non aveva voluto condannare durante il confronto televisivo con Joe Biden.

La Fred Perry ha definito "incredibilmente frustrante" vedere la polo con il loro logo, la corona di alloro, associata all'organizzazione. “Abbiamo visto che la maglia nera con doppia striscia gialla sta assumendo un significato nuovo e molto diverso in Nord America a causa della sua associazione con i Proud Boys. Questa è una associazione che dobbiamo fare del nostro meglio perché finisca", ha scritto in un comunicato spiegando anche di aver dato mandato ai suoi avvocati di intraprendere azioni legali nel caso in cui il gruppo continui a copiare il loro logo.

I Proud Boys sono nati nel 2016 in sostegno alla candidatura di Trump e sono diventati sempre più un'organizzazione di stampo suprematista, le cui iscrizione sono aperte soltanto agli uomini, e i cui membri sono stati protagonisti di diverse aggressioni alle manifestazioni. Nel dibattito tra i due candidati alle elezioni statunitensi, Trump si è rifiutato di condannarli.

“Proud Boys, state indietro e state a guardare. Ma vi dirò anche che qualcuno deve fare qualcosa contro l'antifa e la sinistra, perché questo non è un problema di destra. Questo è un problema di sinistra", ha detto il presidente sviando una domanda specifica sul tema delle violenze messe in atto da suprematisti bianchi contro militanti di Black Lives Matter. Il repubblicano è stato poi costretto a ratificare visto che anche nel suo partito si sono sollevate voci indignate. "L'ho detto più volte, ma lasciate che lo chiarisca di nuovo: condanno il Ku Klux Klan. Condanno tutti i suprematisti bianchi. Condanno i Proud Boys. Non so molto dei Proud Boys, non ne so praticamente nulla. Ma li condanno".

"La maglietta Fred Perry è un pezzo della sottocultura britannica, adottata da vari gruppi di persone che riconoscono i propri valori in ciò che rappresenta", ha affermato l'azienda che ha creato la t-shirt che è stata ed è uno dei simboli del movimento skinhead, che a differenza di quanto alcuni possano pensare è nato negli anni Sessanta come movimento apolitico ma anche antirazzista, e che solo poi ha anche avuto frange di destra e naziste.

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Nel 1952 il campione di tennis di Wimbledon, Fred Perry, fondò l'azienda che prese il suo nome e la maglietta divenne uno dei simboli del movimento skinhead ma il tennista ha più volte condannato i movimenti di destra che la utilizzavano. “Fred era figlio di un parlamentare socialista della classe operaia che divenne un campione del mondo di tennis in un momento in cui il tennis era uno sport elitario. Ha avviato un'attività con un uomo d'affari ebreo dell'Europa orientale”, ha ricordato l'azienda per sottolineare la sua totale distanza da ogni ideale di destra.

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