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Una protesta in una chiesa di Poznan

Una protesta in una chiesa di Poznan

No all'aborto se feto è malformato: messe interrotte e scontri davanti alle chiese polacche

Manifestazioni in tutto il Paese durante le funzioni religiose della domenica. Cariche della polizia a Katowice, dove un gruppo di estrema destra è sceso in piazza per difendere la decisione di inasprire la già restrittiva legge sull'interruzione della gravidanza

Non si fermano le manifestazioni di giovani e attivisti polacchi scesi in piazza per protestare contro la decisione della Corte costituzionale di Varsavia che ha reso illegale l'aborto in caso di malformazione e malattia irreversibile del feto. Nel fine settimana gruppi di femministe furiose per l'inasprimento della già restrittiva legge polacca sull'interruzione della gravidanza hanno organizzato sit-in all’interno o di fronte alle chiese durante le funzioni religiose della domenica. 

La tensione ha superato i livelli d’allerta a Katowice, nel sud del Paese, dove a una massiccia presenza dei reparti antisommossa della polizia si è aggiunta la contro-manifestazione di circa 30 persone di Gioventù polacca, formazione ultra-nazionalista di estrema destra. La polizia ha dapprima usato gas lacrimogeni per poi caricare i manifestanti per i diritti delle donne, riferiscono i media locali. 

Proteste anche a Cracovia dove circa 10.000 persone hanno contestato l'arcivescovo davanti alla Curia. Si tratta dello stesso edificio nel quale abitava, prima di diventare papa, il cardinale Karol Wojtyla. "Siamo in guerra", "La donna non è un'incubatrice" tra gli slogan scanditi ieri dalle voci e sugli striscioni dei manifestanti. A riscaldare gli animi nella seconda città più popolosa della Polonia è stato l’annuncio dell’arcivescovo Marek Jedraszewski che ha “accolto con soddisfazione” la decisione della Corte. “Non si poteva immaginare una notizia migliore”, ha aggiunto il prelato.

Le proteste in tutto il Paese contro la decisione della Corte sono proseguite per tutto il fine settimana sia davanti alle chiese che di fronte alle sedi di Diritto e Giustizia (PiS), il partito di maggioranza guidato da Jaroslaw Kaczynski. Nemmeno l’aumento dei contagi di Covid-19 hanno scoraggiato i manifestanti che, per la quarta notte consecutiva dalla pronuncia della Corte, hanno continuato le azioni dimostrative dalle grandi città ai piccoli centri.

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