Protesta delle prostitute in Germania: "Vogliamo tornare a lavorare"

Le rappresentanti della categoria lamentano che per colpa della chiusura prolungata delle case di appuntamento molte donne si trovano costrette a prostituirsi per strada. Poi l'appello: "La professione più antica del mondo ha bisogno del tuo aiuto"

FOTO EPA/HAYOUNG JEON

Le ‘sex-workers’ sabato sera hanno manifestato nel quartiere a luci rosse di Amburgo per chiedere la riapertura dei bordelli tedeschi dopo mesi di chiusura obbligatoria dovuta al confinamento necessario per frenare la pandemia di coronavirus. Con negozi, ristoranti e bar aperti di nuovo in Germania, dove la prostituzione è legale, le prostitute affermano di essere state lasciate sole e private della propria fonte di sostentamento nonostante la loro attività - secondo le rappresentanti sindacali - non presentino un rischio maggiore per la salute delle persone. Durante le proteste è stato citato anche l’esempio olandese, dove le vetrine a luci rosse sono state riaperte nelle ultime settimane.

La protesta

“La professione più antica del mondo ha bisogno del tuo aiuto”, si legge in un cartello tenuto da una donna affacciata alla finestra di bordello nella Herbertstrasse. La popolare strada del quartiere delle ‘lucciole’, in occasione della protesta, è stata illuminata di rosso, per ricordare i colori che la contraddistinguevano dagli altri quartieri della città tedesca fino allo scorso mese di marzo. L'Associazione dei lavoratori del sesso, che ha organizzato la protesta, afferma che la continua chiusura dei locali autorizzati sta costringendo alcune donne a prostituirsi per strada. Una pratica che, oltre ad essere illegale in Germania, rappresenta forti rischi dal punto di vista igienico-sanitario e per la sicurezza.

Le proposte

Secondo i manifestanti, i bordelli potrebbero facilmente applicare misure di sicurezza contro la pandemia adottate da altri settori, tra cui maschere per il viso, impianti di ventilazione e registrazione dei dati di contatto dei visitatori. “La prostituzione non comporta un rischio maggiore di infezione rispetto ad altri servizi che riguardano il corpo, come i massaggi, i trattamenti estetici o persino la danza o lo sport di contatto”, ha affermato l'associazione in una nota. “L'igiene fa parte del business della prostituzione”, concludono i rappresentanti della categoria.

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