"Ridateci la diaria", deputato tedesco contesta Sassoli al Parlamento Ue

La protesa di Ferber, esponente del partito della cancelliera Merkel, contro la decisione dell'Eurocamera di sospendere i rimborsi per vitto e alloggio a Bruxelles. Una misura resa necessaria per ridurre la partecipazione fisica in Aula e favorire quella online dopo il boom di contagi tra politici e assistenti

Per evitare assembramenti durante le plenarie, i capigruppo del Parlamento europeo hanno deciso di chiudere l'ufficio registri di Bruxelles e di conseguenza sospendere la diaria giornaliera da 323 euro che viene assegnata ai deputati come rimborso per spese di viaggio e alloggio. Una decisione che non è andata giù a diversi deputati, tra cui l'europarlamentare tedesco del Ppe Markus Ferber. Che ha accusato il presidente dell'Eurocamera, l'italiano David Sassoli, di violare lo stato di diritto. 

Lo scontro è avvenuto durante l'avvio dei lavori della Plenaria, che prevede, vista la situazione epidemiologica in Belgio e negli altri Paesi, la partecipazione dei deputati anche da casa. Ferber ha interrotto Sassoli dando vita a un botta e risposta tra i due durato una ventina di minuti. Sassoli ha spiegato che "è stata presa una decisione per non affollare il Parlamento". Il "bureau del Parlamento all'unanimità ha deciso temporaneamente per alcune settimane di sospendere il registro delle firme - ha aggiunto Sassoli - che naturalmente potrà essere ripristinato". Il presidente dell'Eurocamera ha precisato che "nella prossima riunione del bureau questa misura potrà essere corretta". La misura presa è "importante" per tutelare la "salute di tutti e per l'efficienza del Parlamento", anche perché "nelle ultime settimane sono state centinaia tra parlamentari, collaboratori e staff del Parlamento le persone contagiate - ha detto Sassoli - e soltanto nel penultimo fine settimana abbiamo avuto 171 casi di positività". Ecco perché è "stata presa una misura temporanea che vale per evitare che vi sia in questo momento la possibilità di chiudere il Parlamento".

La decisione è arrivata dopo che nella precedente Plenaria di ottobre avevano firmato il registro di Bruxelles ben 350 eurodeputati (la metà dell'aula), ma solo 70 di loro avevano poi effettivamente preso parola durante i dibattiti. L'ipotesi è che a spingere alla presenza i parlamentari, più che la necessità di intervenire nel corso dei lavori, sia stata la volontà di aggiungere allo stipendio anche i 323 euro giornalieri di diaria.  

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