Programmi spaziali Ue, Bruxelles stanzia 100 milioni per tecnologie missilistiche

Il comparto europeo aerospaziale prevede di raggiungere presto 1000 miliardi di euro di giro d’affari. Salini (Fi): “Scongiurare rischio di una riduzione dei fondi all’Agenzia europea-ex Gsa pari al 10,5%”

La Commissione europea ha annunciato l’intenzione di investire 100 milioni di euro nel prototipo missilistico denominato Ariane 6. Si tratta di progetto dell’industria spaziale made in Europe cominciato nel 2014 sotto la supervisione dell'Agenzia spaziale europea (Esa, con sede a Parigi). Entro la fine dell’anno si prevede il lancio in orbita del modello finanziato da Bruxelles, che ha deciso di scommettere sul comparto aerospaziale europeo. Un settore chiave dell'economia Ue, prossimo a raggiungere un volume d'affari pari a 1000 miliardi di euro. 

L'eccellenza made in Europe

I primi quattro modelli del programma Ariane hanno consentito la messa in orbita di circa il 50% dei satelliti commerciali lanciati a partire dalla fine degli anni ’70. Un’eccellenza del Vecchio Continente, che è riuscita a mettere in discussione il monopolio americano sulle tecnologie di lancio.

La scommessa dell'Ue

Il commissario europeo Thierry Breton garantisce che il nuovo razzo “è al centro dell'obiettivo di garantire un accesso autonomo europeo allo spazio”. Con il sostegno della Banca europea per gli investimenti, i finanziamenti per 100 milioni di euro sono subordinati al fatto che Ariane 6 si dimostrerà un successo commerciale una volta operativo.

La società madre della tecnologia

Arianespace è una società controllata di Airbus e della società francese Safran. L’amministratore delegato del gruppo, André Hubert Roussel, ha spiegato - secondo quanto riportato dal sito Euractiv - che il prestito sarebbe stato servito a coprire la quota dei costi di sviluppo sostenuti della sua azienda.

I tagli all'agenzia spaziale di Praga

Se i finanziamenti alle tecnologie di lancio e alle operazioni dell’Esa di Parigi non sono in discussione, più incerti sono i destini della European Global Navigation Satellite Systems Agency (Agenzia GNSS), con sede a Praga. “Se da un lato i singoli Paesi europei hanno dimostrato di volere cogliere la sfida aumentando in modo importante gli stanziamenti a favore dell’Esa”, ha dichiarato ieri nel corso di un incontro al Parlamento europeo il deputato di Forza Italia, Massimiliano Salini, “dall’altro l’Unione europea sta mostrando invece tutta la propria debolezza in quanto istituzione, in particolare di fronte al rischio di una riduzione dei fondi all’Agenzia europea-ex Gsa (GNSS, ndr) pari al 10,5%”. Si tratta di “un pericolo emerso durante il semestre della presidenza finlandese”, precisa l’europarlamentare forzista. 

L'importanza del settore

“Il settore spaziale riveste un ruolo chiave per il futuro dell’Europa - prosegue Salini - ed è fondamentale valorizzare al massimo l’assoluta eccellenza e la competitività della nostra industria spaziale, sostenendone la capacità di creare un’occupazione altamente qualificata, stimolare la ricerca e l’innovazione tecnologica”. “Non possono permettere incertezze”, conclude l’eurodeputato, ricordando che il settore dà “lavoro ad oltre 230mila persone”.

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