Campi profughi a Parigi, Macron sceglie la ruspa. "Sgomberate 1600 persone"

Nuovo piano anti-migranti del Governo francese mira a scoraggiare l’arrivo di richiedenti asilo e limitare gli ingressi di manodopera straniera. Ma la destra attacca: “I francesi vogliono rottura, ma avranno continuità"

Photo credit: Sébastien Thomas (Twitter @sebnantes)

Alle prime luci dell’alba e sotto la pioggia battente è cominciata l’operazione delle forze dell’ordine francesi, che hanno sgomberato due campi profughi sorti negli ultimi anni alle porte di Parigi, nelle aree di La Chapelle e Saint-Denis. Ad annunciarlo via Twitter è stata la prefettura della capitale francese, che ha fatto sapere di aver “evacuato 1.606 persone”, dando seguito alle promesse fatte ieri dal ministro degli Interni, Christophe Castaner, di rimuovere gli accampamenti abusivi “entro la fine dell’anno”. 

Lo sgombero

A sorpresa, 600 agenti di polizia, al seguito di bus e ruspe, si sono presentati ai campi alle 6 di questa mattina con il compito di ricollocare i migranti, in gran parte afghani e nordafricani, in centri di accoglienza e palazzetti dello sport nell'hinterland parigino. L’operazione, assicurano fonti della prefettura parigina, è stata portata a termine senza alcun incidente particolare. A confermare la linea della “fermezza” è stato il prefetto della polizia di Parigi, Didier Lallement, che ha precisato: “L'intervento non è stato deciso a caso ma rientra nel piano governativo”.

La stretta su migranti economici e rifugiati

Ma il timore delle associazioni in difesa di migranti è che dietro alle operazioni di sgombero e mantenimento dell’ordine pubblico si nascondano vaste retate per arrestare ed espellere gli stranieri senza permesso di soggiorno. D’altronde la stretta sull’immigrazione è stata annunciata ieri dallo stesso Esecutivo guidato dal primo ministro Édouard Philippe. Il braccio destro di Macron ha spiegato alla stampa ciascuna delle “20 misure” per “riprendere il controllo” sul fenomeno dell'immigrazione. A far discutere gli stessi ministri del Governo di Parigi sono soprattutto le quote obbligatorie da stabilire per i migranti economici e l’introduzione per i richiedenti asilo di un periodo si tre mesi senza accesso a cure mediche.

La risposta della destra francese

“I francesi si aspettavano la rottura, ma avranno continuità”, scrive il parlamentare europeo Jordan Bardella, uomo di fiducia di Marine Le Pen ed esponente del Rassemblement National. Il partito della destra francese arrivato secondo alle elezioni politiche del 2017 e primo alle europee dello scorso maggio, cerca di fermare così l’appropriazione da parte di Macron di un tema da sempre caro agli ultra-conservatori, quello del controllo delle frontiere. “Quasi sei milioni di nostri connazionali sono disoccupati”, ricorda Bardella, che poi definisce “illusorie” le misure annunciate dall’Eliseo. “Ora non ci sono più dubbi - conclude il giovane esponente di RN - sulle intenzioni di Emmanuel Macron: non ha intenzione di fare alcuna rivoluzione in materia di immigrazione”. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Venezia, la Lega chiede aiuto all'Ue

  • I Paesi Ue più 'pericolosi' per gli atei? Italia e Spagna

  • "In Italia i centri per migranti sono vuoti". E in 60mila 'fuggono' all'estero

  • Il dietrofront di Farage spinge i Tory che balzano a più 14 punti sui laburisti

  • Elezioni in Romania, sfida al secondo turno tra Iohannis e Dancila. Barna va forte solo all’estero

  • Triste primato per il sud Italia: tra i neo laureati i tassi d'occupazione più bassi dell'Ue

Torna su
EuropaToday è in caricamento